
Gli avvocati Alberto Pagnoscin e Augusto Palese hanno depositato il ricorso promosso dall’Associazione “Sorgente trasparente” al Tar della Lombardia, competente per materia, contro il rincaro bollette di Bim Gsp.
La prima udienza è prevista il 20 maggio e solo allora si saprà se ritorneranno nelle tasche dei cittadini quei soldi che Bim Gsp ha addebitato in bolletta. In ballo ci sono i rincari del 29,4% (16,4% aumenti + 13% adeguamento tariffario e interessi passivi) applicati da Gsp a far data dal 01.01.2014 e fino al 31.12.2020 che si tradurrebbero complessivamente in 1.000- 1.200 euro a famiglia di aumento.
Se il Tribunale amministrativo riterrà illegittimo del tutto o in parte l’aumento applicato, quel migliaio di euro in più da pagare potrebbe essere azzerato o comunque ridotto (si parla tutt’al più di un aumento del 7-8% contro il 29,4% applicato) e restituito a chi ha aderito all’azione dell’Associazione.
L’iniziativa, assolutamente indipendente, slegata da qualsivoglia parte politica, era nata qualche tempo fa all’Enoteca Hostaria da Ciccio di Baldenich (Belluno) e poi si era diffusa in tutta la provincia con la raccolta di circa 40mila firme.
“E’ la prima volta che a Belluno i cittadini si ribellano all’arroganza dei politici – afferma Simona Lorenzon, presidente dell’Associazione Sorgente trasparente – ora, dopo la raccolta delle firme e l’assemblea di fine marzo alla Nogherazza, siamo alla vera e propria azione legale dinanzi al Tribunale amministrativo regionale. Per sostenere la nostra azione, e beneficiare della restituzione dei soldi in bolletta, ora chiediamo a quanti hanno firmato la class action di iscriversi all’associazione versando 5 euro. Ci trovate all’Enoteca Hostaria da Ciccio e su Facebook”.
(adn)


