“Chiediamo con forza di non firmare nessuna delibera almeno fino al dopo elezioni per i comuni coinvolti. Non accettiamo addendum di nessun tipo gestiti in privato da amministratori, senza il supporto di tecnici competenti e senza il coinvolgimento della popolazione”!
E’ la risposta del Comitato Castionese, di Levego e di Andreane all’invito di Terna fatto ai Comuni di procedere alle delibere per il tracciato “C”.
“Tutti insieme rappresentiamo oltre 4.000 firme, delle quali oltre 2.000 depositate al ministero contro il tracciato B che va definitivamente stralciato, se queste non bastassero ricominceremo la raccolta anche su Ponte nelle Alpi e in breve passeremo le 5.000”.
Numeri, che alla vigilia dell’appuntamento elettorale (Ponte nelle Alpi è uno dei comuni che va al voto), suonano come un eloquente avvertimento a quei politici che volessero chiudere la questione in fretta e furia.
“Condividiamo tutto il contenuto del Comitato Pontalpino – recita la nota dei tre comitati – , dopo divisioni e incomprensioni siamo giunti anche in accordo con i tutti i comitati di Limana che il progetto va rivisto,ristudiato con nuove tecnologie .
Abbiamo partecipato a riunioni informative e ora abbiamo nominato degli esperti in supporto alle nostre azioni. L’amministrazione comunale di Belluno deve ancora superare le commissioni urbanistiche competenti.
Quindi – conclude la nota – chiediamo anche ai politici regionali e nazionali un intervento, perché non si tratta più di un problema locale, ma di interesse dell’intera Val Belluna”.


