
Venerdì scorso si è tenuta a Palazzo Piloni, sede della Provincia, una riunione operativa sul tema “Interventi per la gestione dell’impatto delle recenti eccezionali nevicate sulle popolazioni di ungulati della provincia di Belluno”. All’incontro erano rappresentati i seguenti Enti:
• Riserve Alpine di Caccia interessate dall’eccezionale innevamento;
• Regione del Veneto
• ULSS 1 Belluno – Servizi Veterinari
• Corpo Forestale dello Stato
• Istituto Zooprofilattico delle Venezie
• Università di Padova,
mentre l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – ISPRA aveva trasmesso apposita nota in merito. Le eccezionali nevicate dei giorni scorsi hanno sollevato nell’opinione pubblica un allarme relativo alla sopravvivenza degli ungulati selvatici. Premesso che gli inverni particolarmente nevosi, e la mortalità naturale che ne consegue, sono un meccanismo di regolazione delle popolazioni che la Natura mette in atto da sempre per ridurre i rischi della sovrappopolazione e selezionare gli individui più resistenti, le riserve di caccia dell’Alto Bellunese hanno evidenziato che al momento non si rileva una situazione critica diffusa, ma piuttosto esistono casi specifici di gruppi di animali isolati in singole vallate o, all’opposto, che si sono avvicinati ad abitazioni e aziende agricole.
In questa situazione, le conoscenze tecniche e scientifiche sull’alimentazione di soccorso invernale sconsigliano l’adozione generalizzata di questa pratica, laddove gli animali non vi siano già abituati. In questo caso, infatti, l’energia spesa dagli animali per spostarsi e raggiungere i nuovi siti di foraggiamento, la competizione inter e intra-specifica per l’accesso al foraggio e i problemi digestivi conseguenti all’assunzione di un alimento a cui l’organismo non è abituato non solo non diminuirebbero, ma aumenterebbero il rischio di mortalità.
Le raccomandazioni che appaiono invece più opportune sono:
• evitare il più possibile di disturbare gli animali con cani e facendo escursioni al di fuori dei sentieri e delle piste già frequentate, a maggior ragione con mezzi motorizzati (motoslitte..). In questo periodo infatti ogni dispendio di energia può ridurre pesantemente le probabilità di sopravvivenza. Si sottolinea che questo punto fondamentale è in genere sottovalutato, in quanto gli animali si allontanano prima di essere avvistati;
• evitare di alimentare gli animali che si avvicinassero alle abitazioni, attirandoli con i cibi più svariati (pane secco, avanzi di verdure…), che oltre a creare squilibri metabolici spesso fatali possono indurre dipendenza e rallentarne il ritorno alla natura.
Le linee di intervento che saranno praticate sono:
• una campagna di sensibilizzazione contro il disturbo degli animali nell’ambiente naturale;
• la riapertura delle vie di accesso e il rifornimento delle mangiatoie già attive e frequentate da animali “abituati”, che potrebbero esserne dipendenti;
• l’attivazione di siti di foraggiamento finalizzati a riportare nell’ambiente naturale i gruppi di animali che si fossero particolarmente avvicinati alle strade e alle abitazioni, al fine di ridurre il più possibile i rischi di incidenti stradali e danni alle cose e alle persone;
• l’apertura di passaggi lungo le strade circondate da muri di neve, per consentire agli animali che vi entrassero di ritornare nei boschi;
• in casi particolarmente problematici, la cattura e trasporto in luogo idoneo di singoli individui.


