
Nonostante la crisi che non ha risparmiato nemmeno il settore alimentare, i panificatori artigianali della provincia di Belluno resistono più dei colleghi delle altre Province. Il Bellunese, infatti, è l’unica realtà che non ha avuto variazioni nel numero delle imprese artigiane registrate: erano 87 nel 2009, sono 87 nel III trimestre del 2013.
E’ uno dei dati emersi questa mattina a Palazzo Ferro-Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, dove alcuni panificatori aderenti alla Confartigianato hanno incontrato i consiglieri regionali all’indomani dell’approvazione della nuova legge in materia di produzione e vendita di pane. Tra loro c’era anche il presidente della sezione bellunese Antonio Collavo.
“Le nuove disposizioni, attraverso un registro e un marchio di qualità, distinguono tra pane industriale e pane artigianale al fine di tutelare il pane fresco prodotto e commercializzato in giornata”, spiega il consigliere regionale Dario Bond.
“Nel Bellunese la produzione artigianale è ancora radicatissima così come il consumo di pane fresco. L’obiettivo di questa nuova legge è tutelare il mestiere del fornaio. Si premia così la qualità del pane impastato, lievitato e sfornato in giornata, un patrimonio inestimabile in molti nostri paesi”.
Soddisfatto della nuova legge il presidente Collavo: “E’ una misura di salvaguardia delle nostre produzioni. Nel Bellunese il ricorso al pane industriale è ancora molto limitato”, afferma.
Quanto ai consumi, Collavo conferma i dati della Confartigianato anche se non nasconde le difficoltà del momento: “C’è un calo nei consumi, ma la vera sfida sta nel coniugare qualità e prezzo dando alle famiglie la possibilità di acquistare un buon prodotto”.


