
Mina cantava “Questione di feeling” e noi siamo certi che Simone Faggioli e Christian Merli ne abbiano davvero tanto quando si mettono al volante – rispettivamente – dell’Osella PA 30 Zytech e dell’Osella PA 2000 Honda.
Il toscano ed il trentino sono stati gli artefici indiscussi della 31° edizione della Pedavena-Croce d’Aune, terza finale del CIVM della montagna 2013, atto conclusivo del tricolore dedicato agli specialisti delle cronoscalate. La pioggia annunciata è effettivamente arrivata. Quanto è bastato a rendere tutti i concorrenti la vita più difficile, a cominciare da Simone Faggioli che va a casa dal weekend feltrino con in tasca il nono titolo tricolore della sua carriera. Dopo un sabato che più che una “prova del percorso” sembrava una gara, la domenica si è replicato ma con strada bagnata.
Così Faggioli è stato l’unico a scendere sotto i 4 minuti in gara 1, con il tempo di 3’58”76; il suo rivale nella corsa al titolo, il trentino Christian Merli si è fermato a 4’07”54; praticamente, ha preso 1” al chilometro, ricordando sempre che i due hanno auto diverse (3000 cc Faggioli, 2000 cc Merli). A fine gara 1, gara 2 per Faggioli (in forza della vittoria) era solo una formalità. Il meteo è migliorato e i tempi si sono abbassati: entrambi i piloti hanno fissato le lancette del cronometro a 3’55” con una differenza minima: 56/100 Faggioli, 42/100 Merli: gara due l’ha dunque vinta Merli, quasi a togliere al neo campione italiano la soddisfazione di avere vinto tutto nel week end.
E comunque, se Faggioli si fregia del nono titolo, sa che in futuro sarà dura perché Merli va a casa da Pedavena con un ulteriore bagaglio di credibilità in quanto a crescita agonistica. Sul terzo gradino del podio è salito Denny Zardo, vincitore un anno fa e grande protagonista anche nel 2013 seppur al via con una Radical PR6 di 1600 cc; nella pioggia ha guidato con la sensibilità che tutti conoscono e che lo hanno reso specialista sul bagnato. Ha preceduto il trentino De Gasperi, anche lui su Radical; quinto si è piazzato il un altro trentino, Armin Hafner, vincitore del Gruppo N, risultato che gli ha consentito di scavalcare il rivale Del Prete in classifica di campionato (entrambi su Mitsubishi Evo). Sesto è giunto Buiatti (su Mitsubishi Evo, campione italiano di cui parliamo dopo) e quindi il primo del Gruppo A, Rudy Biacciato (ancora su Mitsubishi Evo). Ottavo ha chiuso il ceco Svoboda su Lola davanti ad uno “stratosferico” Daniele Amato, nono assoluto con una Opel Astra Kit car (auto di 2000 cc). Decima piazza per Bottura, davanti a Roberto Ragazzi su Ferrari 458 Challenge. Il padovano è stato veloce e convincente ed ha così onorato il titolo di campione italiano di GT che aveva già vinto alla Coppa Nissena, seconda delle tre finali di CIVM 2013. Sono stati 93 i piloti classificati tra le auto moderne.
L’evento feltrino è stato anche l’ultimo atto della lotta per il successo nel campionato italiano turbo delle vetture Racing Start: ha vinto il bresciano Nicola Novaglio su Mini Cooper dell’AC Racing, il primo ad aggiudicarsi il titolo istituito nel 2013. Nulla ha potuto il suo rivale Ivan Pezzolla, che con sportività è stato tra i primi a congratularsi. Successo di Michele Buiatti in Gruppo N, di cui si parla nella nota allegata. Dura la selezione, con 25 ritirati (non partiti in gara 1 o in gara 2 oppure vittime di incidenti o guasti). Tra coloro i quasi si sono tolti di mezzo in modo “fragoroso”, da citare Denis Mezzacasa, autore di una uscita di strada in gara 2; così come avvenuto nelle prove di gara 2 per un’auto storica (30 i gg di prognosi per il pilota), anche in questo caso l’incidente si è verificato in una zona vietata al pubblico dove il rispetto del divieto ha escluso qualsiasi coinvolgimento di persone che assistevano. L’alto standard di sicurezza della Pedavena-Croce d’Aune è un “valore aggiunto” (a molti altri) che rende ottimisti per il futuro.
La classifica femminile della 31° Pedavena-Croce d’Aune ha visto il successo di Elisa Finotti, 29 anni di Latina, nella vita occupata nell’officina di preparazioni di papà Angelo. Ha chiuso con un successo il suo primo anno di cronoscalate, specialità che ama per l’ambiente e per l’adrenalina che scorre nel sangue quando si gareggia. Era in gara con una Peugeot 106 Gruppo N. Da dire che la trentina Gabry Pedroni (superfavorita) non è partita per guasto in gara 2. Tra le auto storiche successo di Amedeo Francescon (Fiat Abarth 1000) nel 1° Raggruppamento, di Pierluigi Grassetto (Porsche Carrera) nel 2° Raggruppamento e di Remo De Carli (Fiat X1/9 Dallara) nel terzo raggruppamento. Infine, r le scadute omologazioni, vittoria di Mirko Altoè davanti a Christian De Gasperi e a Andrea Saioni (tutti su Renault Clio Williams).
Michele Buiatti campione italiano Civm Gruppo N
Il friulano Michele Buiatti, 32 anni di Udine, è il nuovo campione della montagna per quanto riguarda il Gruppo N. Corre dal 1999 e la sua prima auto è stata una Fiat 600 di Gruppo N; poi ha gareggiato con una Golf Gti (scaduta omologazione), quindi con Honda e Mitsubishi Evo 9 con la quale ha vinto il titolo 2013. Non è il primo della sua carriera in quanto nel 2006 aveva conquistato Coppa N2000 del CIVM e la Under 25. Anche nel 2010 e nel 2011 si era ripetuto. Il titolo conquistato alla Pedavena-Croce d’Aune è il più bello. Michele l’ha dedicato a nonno Aldo, da poco venuto a mancare. Parlare di programmi è ancora presto, ma Michele – che corre con la Scuderia Friuli 1956 – guarda avanti comunque e non esclude di provare altre strade, magari nei rally. Si vedrà. Domenica 29 settembre, assieme al titolo, è arrivata anche una bella prestazione grazie alla pioggia che ha fatto “andare a nozze” la sua Mitsubishi dotata di trazione integrale. Ha concluso al sesto posto assoluto. Del resto, c’era il precedente del 2001 quando aveva conquistato addirittura la vittoria assoluta, grazie però alla pioggia che aveva costretto la direzione di gara a sospendere la gara in anticipo.


