
Primo via libera da parte di Venezia alla fusione dei comuni di Longarone e Castellavazzo in provincia di Belluno.
La Prima Commissione consiliare, guidata da Costantino Toniolo (Pdl), ha infatti dato l’ok al provvedimento che la giunta regionale aveva adottato a fine luglio.
“L’iter sta procedendo velocemente per dare la possibilità ai cittadini di esprimersi quanto prima come avverrà a fine ottobre per Quero e Vas”, rimarca il capogruppo del Popolo della Libertà Dario Bond, membro – tra l’altro – della Prima Commissione Consiliare. “Del resto, i percorsi virtuosi vanno incentivati e velociazzati”.
L’obiettivo è quello di istituire il nuovo comune di Longarone attraverso la fusione dei comuni di Longarone e Castellavazzo, operazione chiesta con una lettera congiunta dei rispettivi sindaci datata il 18 giugno scorso e che ha fatto seguito alle deliberazioni dei rispettivi Consigli comunali del 29 aprile di quest’anno.
“Anche Longarone e Castellavazzo potranno poi beneficiare della norma che azzera i quorum costitutivi per i referendum comunali, introdotta dall’ultimo Consiglio regionale. In pratica, perché la consultazione sia valida, basterà la maggioranza semplice dei sì, come già avviene nei processi di fusione tra comuni in Toscana ed Emilia-Romagna”, rimarca il consigliere regionale del Pdl.
Stando al disegno di legge e alla sua relazione illustrativa, il nuovo comune si chiamerà Longarone e la sede municipale sarà a Longarone, mentre alcuni uffici decentrati saranno comunque mantenuti a Castellavazzo. Si provvederà altresì a una riorganizzazione degli uffici e dei servizi utilizzando il personale proveniente dai due comuni finalizzata a un migliore utilizzo delle risorse umane nel rispetto delle professionalità acquisite.
Non solo, a tutela della comunità di Castellavazzo, è prevista l’istituzione di un comitato frazionale che eleggerà un presidente quale garante di partecipazione e decentramento amministrativo.
I vantaggi della fusione sono innumerevoli: la legge, sia nazionale che regionale, prevede l’aumento dei trasferimenti statali del 20 per cento per un periodo di dieci anni, l’esenzione dal patto di stabilità per due anni, e un utilizzo più efficiente del personale e delle risorse. Inoltre, la legge regionale 18 del 2012 stanzia un milione e 700 mila euro a favore delle fusione e delle forme associate.
Il disegno di legge della giunta oltre a prevedere l’istituzione del nuovo Comune, contiene un articolo che sarà aggiornato con i numeri del referendum che dovrà essere indetto tra le popolazioni interessate.


