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Provincia di Belluno: gli onorevoli De Menech e Bressa depositano l’emendamento per interrompere il commissariamento

Roger De Menech, deputato Pd
Roger De Menech, deputato Pd

Il deputato bellunese del partito democratico Roger De Menech, insieme al collega onorevole Gianclaudio Bressa, ha depositato un emendamento che punta ad abrogare l’art. 12 del decreto legge 14 agosto 2013, n. 93.

Con la loro iniziativa, i due parlamentari bellunesi chiedono che non venga prorogato il commissariamento delle provincie.

La questione riguarda, evidentemente, la provincia di Belluno che, fa presente De Menech, «è commissariata ormai da quasi 2 anni».

I due parlamentari chiedono che il «Governo si impegni ad istituire, presso il Ministero degli Affari regionali, un tavolo di lavoro per il riequilibrio istituzionale dell’area alpina della provincia di Belluno».

Al tavolo – secondo gli auspici del parlamentare pontalpino – dovrebbero partecipare, oltre ai rappresentanti del territorio bellunese, i Ministri degli Affari regionali e degli Interni, i rappresentanti delle provincie autonome di Trento e Bolzano, del Friuli e del Veneto».

De Menech in una sua nota, «propone e si rende personalmente disponibile per un tavolo provinciale al quale dovrebbero partecipare amministratori, movimenti, partiti, associazioni che tenti di delineare una possibile strategia e riesca a proporre soluzioni attuabili che restituiscano al nostro territoriale la speranza di futuro».

Gianclaudio Bressa, deputato
Gianclaudio Bressa, deputato

Al di là dei tecnicismi tipici dei documenti legislativi, il parlamentare bellunese si sofferma «sulla situazione di incertezza istituzionale sommata alle particolari condizioni morfologiche del territorio interamente montano, confinante con stato estero e compreso tra due regioni dotate di particolari forme di autonomia».

Dopo aver ricordato «le continue lacerazioni del tessuto sociale della comunità – rese evidenti nel continuo ricorso delle popolazioni locali allo strumento dei referendum, per il passaggio ai territori confinanti», De Menech sottolinea «la condizione di instabilità è aggravata dagli effetti dell’attuale congiuntura economica che non consente al territorio, tanto più in assenza di rappresentanza istituzionale, di competere efficacemente con le circostanti regioni autonome».

Nel proseguo del suo argomentare, De Menech ricorda «che il Bellunese è così diverso dal resto del Veneto e dell’Italia che non può essere trattato allo stesso modo, quindi una riforma che si può adattare alla grande pianura mal si addice alle aree alpine».

«E questo ragionamento viene confermato – prosegue il deputato bellunese – anche dalla recente revisione dello statuto della Regione Veneto che riconosce alla nostra provincia, all’art. 15, una speciale specificità, prevedendo nel contempo deleghe di funzioni e risorse maggiori rispetto al resto del territori veneti».

«La grave crisi economica e la situazione di squilibrio tra la provincia di Belluno il regime di autonomia di Trento, Bolzano e della Regione Friuli Venezia Giulia, richiedono – conclude De Menech – uno sforzo congiunto delle istituzioni, delle forze politiche e sociali e dei cittadini per realizzare un progetto di riforma istituzionale e finanziaria che restituisca pari dignità e uguali opportunità al territorio della provincia di Belluno, interamente montano, transfrontaliero, con la presenza di diverse minoranze linguistiche e con vocazione a uno sviluppo economico integrato alle altre realtà territoriali dell’arco alpino».