

Il Comitato civico castionese, rappresentato da Silvano De Salvador, non ci vede chiaro nel progetto di Terna che prevede il riassetto dell’elettrodotto con predisposizione della linea per i 380 kilovolt di tensione. Così ha deciso di inoltrare un ulteriore sollecito alla prima richiesta di precisazioni, ancora in attesa di risposta, datata I° luglio 2013 indirizzata al ministero dell’Ambiente, a Terna, alla Regione Veneto, e ai sindaci di Belluno, Ponte nelle Alpi e Soverzene.
La lettera inviata sollecita in particolare
“una specifica formale risposta chiarificatrice che possa fugare ogni dubbio se il progetto riguarda esclusivamente la razionalizzazione delle linee esistenti o se per la linea Polpet-Scorzè è prevista la futura estensione tale da costituire un nuovo elettrodotto di classe 380 Kv. La presente richiesta viene avanzata anche per avere giusta delucidazione al fine di impostare una corretta analisi e valutazione del progetto che Terna ha presentato alla CT-VIA/VAS in data 29.07.2013, quindi formulare le opportune osservazioni al progetto stesso nel modo più sereno e pertinente”.
Ecco la precedente lettera dello scorso luglio
“Vista la continua tensione tra comitati, cittadini e pubbliche amministrazioni sul progetto dell’elettrodotto nella Media Valle del Piave dovuta in particolar modo al sospetto che l’intervento stesso non sia solo la razionalizzazione delle linee esistenti, ma una estensione tale da costituire un nuovo elettrodotto con portata di 380 Kv, dubbi per altro già evidenziati nella istruttoria VIA–ID 2154 vedi nota del Ministero dell’Ambiente di richieste di integrazioni CTVA-2012 0003924 del 30.10.2012 punto A n.1 ultimo capoverso qui riportato “in riferimento alle considerazioni sopra riportate si ritiene che il Proponente debba fornire tutti gli elementi documentali e progettuali necessari (sviluppi della rete, stato del progetto di trasformazione della rete a 380 Kv, rapporto tra questi e gli interventi previsti nel progetto ecc.) al fine di escludere che tali opere possano essere considerate come frazionamento di un’unica opera.”
Considerato che dagli atti ufficiali in Ns possesso non appare alcuna ipotesi di nuovo elettrodotto o modifiche della tensione di rete a 380 Kv,
pur condividendo le preoccupazioni dei cittadini bellunesi e del Ministero, i cittadini qui rappresentati dal “Comitato a tutela del territorio bellunese” (comitato civico Castionese) già proponente della delibera di iniziativa popolare n.35/2013)
chiedono
Al competente Ministero e alla società Terna s.pa. una specifica formale risposta chiarificatrice che possa fugare ogni dubbio circa la realizzazione del progetto in parola.
Nell’auspicio che l’intervento sia rispettoso dei patti stabiliti con il protocollo d’intesa siglato nel 2009 tra Terna, Provincia di Belluno, Comuni di Soverzene, Ponte Nelle Alpi e Belluno, ovvero che il progetto in esame riguardi effettivamente la sola razionalizzazione delle linee esistenti senza altre finalità
chiedono altresì
che l’ipotesi di valutazione VIA del tracciato alternativo denominato “mezza costa castionese” non venga presa in considerazione, in quanto già bocciato dal Comune di Belluno con delibera di Consiglio n.75/2008, in quanto escluso dal citato protocollo d’intesa del 2009 e nuovamente bocciato con la delibera di iniziativa popolare n.35 votata all’unanimità nel Consiglio Comunale della città di Belluno in data 17.06.13, in quanto andrebbe ad interessare negativamente alcuni abitati del Comune di Ponte Nelle Alpi e di Limana a tutt’oggi privi di tali servitù..
Qualora Terna s.p.a. contrariamente ai disposti della delibera 35/2013 intendesse persistere su questo ipotetico tracciato, si ritiene che il Ministero abbia fondate ragioni per sospettare che questo intervento non sia la sola razionalizzazione delle linee esistenti ma un altro tipo di progetto, progetto non rispettoso dei patto contenuti nel citato protocollo d’intesa, ne della volontà dell’Amministrazione Comunale di Belluno, ne della volontà dei cittadini”.


