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Messa da requiem

Alcuni giorni fa una decisione comune PD/PDL ha sospeso i lavori parlamentari evidenziando un notevole dissenso nei confronti di una normale sentenza e con l’apparente obiettivo di addomesticare il relativo e prossimo pronunciamento della Cassazione. Stiamo parlando del processo Mediaset.

E di un atto ingiustificabile con il quale il parlamento sembra voler sminuire e condizionare un organo dello stato della cui indipendenza egli dovrebbe essere garante assoluto. Ci pare non sia andata così. Anzi, ci pare di aver notato due idee diverse di repubblica che per loro natura sono incompatibili. E’ spiacevole ammetterlo, ma è evidente che una grossa parte del PD condivide desideri progetti e timori del pianeta Bunga e che la teoria di una sinistra dei diritti si scontra frontalmente con scelte che vanno nella direzione opposta. L’unica foto che ci viene in mente è quella di 2 partiti comodamente seduti a cena dopo una dura giornata passata a far finta di darsele a vicenda. Quella che stiamo osservando (vivendo) è invece una mutazione indecente attraverso la quale un bel pezzo della sinistra non solo difende analisi e decisioni della destra, ma lavora per condividere con essa spazio politico e bacino elettorale.

Poteva esserci una vittoria berlusconiana più sostanziale di questa ardita alleanza? C’è però una questione che ci fa riflettere perché sappiamo bene che arriveremo alle prossime politiche con l’attuale psicolegge elettorale, fa comodo a tutti e nessuno la vuole cambiare. Avremo quindi la solita coalizione/minestrone di centrosinistra senza preferenze, e il “chi votare” rappresenterà un grosso problema di coscienza.

Per quanto riguarda il manipolo dei siluratori di Prodi il problema non dovrebbe porsi, un atto di così calcolata disonestà proprio in quella situazione non ammette giustificazioni. Ma se alla carica dei 101 aggiungiamo anche i tesserati alla “santa alleanza contro le sentenze” le probabilità’ di poter votare anche-quasi-a-sinistra diventano esigue.

Senza chiarezza rischia di essere un voto “altro”, una scommessa inaccettabile. Opinioni, ovviamente, e quindi liberamente criticabili.

Ma c’è un evento che forse accenderà la luce. Se qualche leggina dedicata o il gioco del voto segreto consentiranno al PD di salvare Berlusconi dal giudizio della commissione parlamentare che dovrebbe sancirne l’ovvia ineleggibilità, allora i dubbi saranno molto meno solidi. Così potremmo realmente cominciare a sognare i 2 Letta nello stesso partito, quello che in effetti già esiste e governa.

E allora basterà una leggera mano d’azzurro per portarci verso nuovi orizzonti.

Max Fiabane

Luca Sommavilla

Moreno Barbieri

 

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