
“Le situazioni di eccezionalità vanno affrontate come tali e le soluzioni che alle stesse vengono adattate non possono che essere altrettanto eccezionali. Per tale ragione va compresa la scelta di Dalla Rosa (titolare della Joint & Welting di Sedico), condivisa con la stragrande maggioranza dei suoi dipendenti, di aggiungere mezz’ora in più lavoro giornaliero pur senza ricevere un’immediata retribuzione per tale attività”.
Lo afferma in una nota il senatore Giovanni Piccoli (Pdl), già sindaco di Sedico.
“E’ ormai evidente che si tratta di un errore inquadrare l’attuale crisi come una mera crisi di lavoro – prosegue il parlamentare bellunese – . Molte aziende oggi non sono in difficoltà perché non hanno commesse; piuttosto – ed e’ questo il paradosso delle attuali congiunture – esse sono di fronte ad una più complessa contrazione finanziaria che non consente loro, in primo luogo, di investire adeguatamente per le proprie attività. E’ un problema prima di tutto di norme.
Quelle attuali sono inadeguate a consentire una reazione dinamica di fronte ad una crisi che immobilizza. Non e’ mistero che uno dei nodi cruciali che devono essere sciolti è quello relativo alla possibilità per le imprese di dare corso a nuove assunzioni in maniera agevolata.
Eddi Dalla Rosa si sta comportando con il necessario pragmatismo, esattamente quello che è richiesto a quello del piccolo imprenditore che si confronta quotidianamente non solo con le necessita’ della produzione, ma anche con l’opportunità di fidelizzare i propri committenti e con la volontà di dare prospettiva di continuità al proprio lavoro e, dunque, anche a quello dei propri dipendenti.
Ricordiamoci che la Joint & Welding è un’azienda che conta 28 addetti e una decina di clienti. Non certo di un colosso multinazionale. I numeri e le scelte di gestione aziendale vanno letti per quello che sono, non sulla base di principi, pur certamente condivisibili, che astraggono dalla realtà.
La realtà è che se l’azienda non lavora perde i propri clienti. Se non ci sono clienti, saltano posti di lavoro. E’ una catena precostituita che per non spezzarsi richiede il sacrificio di tutti coloro che la compongono.
Eccessivamente semplicistici appaiono, dunque, i commenti di chi critica la scelta di Dalla Rosa, il quale non solo opera, questo è ovvio, nella più piena buona fede, ma reagisce ad una grave difficoltà esprimendo tutta quella praticità che la sua esperienza quarantennale di imprenditore gli suggerisce. E i dipendenti hanno dimostrato di fidarsi.
Per superare le singole crisi che interessano anche la nostra economia locale, dovremmo cominciare a parlare di imprese, prima e di più che di imprenditori e di lavoratori dipendenti o autonomi. Il tessuto della nostra economia è fatto di piccole, se non piccolissime, attività imprenditoriali, nelle quali spesso la separazione tra i ruoli di imprenditore e di dipendente è quasi irriconoscibile.
Di certo il ritorno alla normalità (Dalla Rosa peraltro è stato chiaro nel ripetere che non si tratta di “lavorare gratis”, ma di accettare una liquidazione posticipata, pur certo condizionata al raggiungimento del pareggio di bilancio) è il primo obiettivo della Joint & Welding.
In tali circostanze – conclude Piccoli – un plauso va fatto a quei lavoratori – praticamente tutti – che hanno accolto la proposta di Dalla Rosa e hanno dimostrato straordinario senso di responsabilità, oltre che una partecipazione effettiva alla realtà produttiva di cui fanno parte e che è certo una risorsa della nostra comunità”.
