Si chiama proshek, viene prodotto in Croazia fin dall’800 è un vino dal sapore dolce e morbido ottenuto dall’appassimento dell’uva prima della vinificazione. Nulla in comune, insomma, con il nostro prosecco tranne il nome. Ed è proprio qui il problema. Il consumatore saprà distinguere tra il proshek croato e il prosecco veneto e friulano? E l’Unione europea potrà forse rifiutare di certificare la denominazione di origine controllata ad un vino che nasce dalla tradizione, prodotto da oltre un secolo nella costa dalmata?
L’ingresso della Croazia nell’Unione europea, dunque, si presenta già con una disputa commerciale che potrebbe esplodere in incidente diplomatico, considerati i forti interessi economici che vi ruotano intorno.
Poco importa che il proshek croato sia un vino dolce da dopo pasto e il super certificato prosecco italiano doc, re delle bollicine che hanno conquistato il mondo.
