Ho partecipato all’incontro con il costituzionalista Daniele Trabucco al Miramonti Majestic di Cortina il 27 febbraio organizzato da Cortina Vacanza Oggi.
E’ stata un’ottima iniziativa di approfondimento su importanti temi, a me cari.
La proposta di creare una Regione Dolomiti è stata analizzata in molti dei suoi aspetti strutturali, dimostrando tuttavia vari punti di debolezza.
A cominciare dal nome, inadatto per accogliere tutte le comunità necessarie a darle un senso sociale, economico e costituzionale (almeno 1 milione di persone).
La differenza culturale e di aspettative che caratterizza tali comunità, ben descritta dalla Presidente delle comunità Ladine, Elsa Zardini
La sordità dell’interlocutore statale, che non ha dato bado ad iniziative passate, alcune estemporanee, ma alcune (vedi quella delle comunità ladine di Cortina, Colle e Livinallongo) molto ben strutturate.
La definizione costituzionale italiana di Autodeterminazione, riconosciuta come il semplice diritto di dichiarare una propria posizione, ma nulla più.
Il quesito con il quale il relatore ha chiuso la sua autorevole dissertazione: basterà la creazione della regione montana a risolvere i problemi economici delle popolazioni interessate colpite più di altre dalla crisi economica occidentale?
Sono confortato dal poter dare 5 risposte positive alle 5 criticità continuando a perseguire il progetto del PAB, ora confluito in quello di Indipendenza Veneta.
Attraverso un referendum popolare chiedere all’Europa di dare concretezza al diritto veneto all’autodeterminazione nella sua accezione internazionale (sancita dal trattato di New York del 1966) come Scozia, Catalogna, Groenlandia, Kosovo, Montenegro, etc.
La giusta autonomia del territorio montano bellunese organizzato in comunità di valle in un’unica vera Regione Dolomiti di una nazione Veneto, indipendente ed economicamente sana e virtuosa.
Le soluzioni ci sono, basta alzare lo sguardo e coglierle.
Massimo Vidori – Indipendenza Veneta
