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Grillo a Belluno fa tremare la vecchia politica. “Hanno una paura fottuta, una paura che viene dall’Europa”

grillo 8 febb 2013 a belluno«Meglio il Nano (Berlusconi ndr) che sappiamo è il nemico, piuttosto che i falsi amici del Pd che fecero passare lo scudo fiscale! Quando potevano far cadere il governo Berlusconi. Così hanno sanato tutti i soldi delle tangenti che sono rientrati dall’estero pagano solo il 5%. Sono coinvolti tutti i vertici dello Stato. E noi renderemo noti i nomi di chi ha beneficiato dello scudo fiscale»!

Il sogno di Grillo della politica dal basso, la “laocrazia” (dal greco laos, popolo, governo del popolo) come recita il cartello, fa tremare il vecchio apparato della politica italiana, le posizioni di rendita dei partiti e riempie piazza Piloni.

grillo viva la laocrazia democrazia dal bassoBeppe Grillo arriva con 35 minuti di ritardo, che il pubblico comunque gli perdona, dopo una sosta pranzo e un sonnellino nel camper parcheggiato a Cusighe, piazzale dell’Esempon.

«Hanno una paura fottuta. E la paura arriva dall’Europa – sostiene Grillo – da Martin Schulz, che nel 2012, durante la sua visita in Italia in qualità di presidente del Parlamento europeo disse “Quando i politici vanno a vedere una commedia penso sia meno pericoloso di quando i comici diventano politici”. Metteremo in discussione tutte le loro leggi»!

Non risparmia nessuno Grillo. D’Alema è colpevole di aver regalato tre concessioni televisive a Berlusconi. Il capo dello Stato ci costa 242 milioni l’anno. Monti che dice che vuole abbassare le tasse. I sindacati Cgil Cisl e Uil sono corresponsabili con i partiti del disastro. Ed erano sempre loro, i sindacati, che vent’anni fa lo mandavano via quando era davanti ai cancelli della Fiat con un’auto ad idrogeno, per spronare la casa automobilistica alla produzione di auto “pulite”.

Sul caso Monte dei Paschi di Siena la proposta di Grillo è drastica: “statalizziamo la banca e processiamo tutti i vertici, compresa Banca d’Italia e Consob che dovevano vigilare”!

Un Grillo contro tutti, insomma. Contro «quelle facce di bronzo che vanno in tv promettendo di risolvere i problemi che loro stessi hanno creato. Cialtroni che continuano a prenderci in giro viaggiando su auto scortate dalla polizia. Devono andarsene tutti a casa! Questa che stiamo vivendo è una guerra. Alla mensa della Caritas di Firenze non ci sono extracomunitari, ma famiglie italiane».

 

E’ inarrestabile, il comico genovese consacrato “eroe d’Europa” nel 2005 dal quotidiano Time, perché quando nel dicembre del 2003 scoppiò lo scandalo Parmalat, erano due anni che Grillo annunciava il disastro nei suoi spettacoli.

E promette pulizia in alto «Non possiamo più tollerare che un manager possa guadagnare 800 volte lo stipendio di un impiegato».

Via anche vitalizi, le pensioni d’oro bloccate a 4mila euro mensili, via il finanziamento pubblico ai partiti e via le opere inutili come la Tav e la missione militare in Afghanistan. Sul redditometro rivolgendosi ai politici Grillo ristabilisce l’onere della prova: «Non sono io che devo dimostrare come spendo i miei soldi, ma siete voi che dovete dimostrare come spendete i nostri soldi!»

Un sogno certo. Ma che ha portato il Movimento 5 stelle dal niente al terzo partito. I sogni a volte si avverano. (rdn)