Tarzo (TV), 09-12-12 È stato individuato qualche minuto prima di mezzogiorno su un pendio scosceso del monte Torresel, nel comune di Cison di Valmarino (TV), il relitto dell’ultraleggero Ulm FK9 Mark IV bianco e giallo con marche I-A833 disperso da venerdì mattina. All’interno il corpo senza vita del pilota Bruno De Dea, 57 anni di Belluno, titolare con il fratello Paolo del risto-pub Excalibur di Belluno. Attualmente sono in corso le operazioni di recupero della salma. Sul posto, a 1.100 metri di altitudine, il medico, personale del Soccorso alpino, carabinieri, vigili del fuoco. Stamattina, nell’area delle Prealpi Trevigiane dove la cella di Tarzo aveva registrato l’ultimo allacciamento del cellulare dell’uomo, a partire dalle 7.30 sono riprese le ricerche, con i 4 elicotteri di esercito, carabinieri, vigili del fuoco e Air Service Center, ditta privata convenzionata con il Soccorso alpino, che sorvolavano diverse zone assegnate, e una settantina di persone in perlustrazione a piedi e con i fuoristrada.
Erano presenti i soccorritori delle Stazioni di Prealpi Trevigiane, Pedemontana del Grappa, Belluno, Feltre, Alpago e Longarone, gruppi locali di Protezione civile, vigili del fuoco e carabinieri. I responsabili stanno anche valutando i tempi di rimozione del relitto, se immediata o rimandata nei prossimi giorni.
Addio a Bruno
Da ragazzini, sul finire degli anni ’60 passavamo le vacanze alla Pensione Battiston di Caorle, crocevia delle famiglie bellunesi.
Bruno già allora era il leder del gruppetto, e poiché era velocissimo nei 100 metri, aveva stabilito una sola regola: il capo era chi arrivava primo in fondo alla via. Non c’era nulla da fare, impossibile batterlo. E se è vero che il cavallo di razza si vede alla partenza, Bruno per iniziative e capacità organizzative aveva già fornito abbondanti indizi di un futuro di successo. Come in effetti accadde. Il boom lo ottenne con l’apertura dell’Excalibur, poco più di una decina d’anni fa, un ampio locale ricco di iniziative e sempre all’avanguardia, dove sono passate e passano generazioni di bellunesi giovani e meno giovani.
Roberto De Nart


