
Chiuse le elezioni amministrative, con la caduta di Pdl e Lega e il miracolo di Massaro a Belluno che partito da solo ha fatto fuori i partiti, ora si scaldano i motori per le politiche 2013.
Il cittadino-elettore oggi ha davanti a sé un’immagine di un Parlamento autoreferenziale, per lo più attento a difendere con i denti i propri privilegi, indifferente a ciò che sta accadendo al popolo, con la continua perdita di posti di lavoro, e la richiesta di sacrifici che però non tocca mai la casta. Parlamentari come invertebrati che obbediscono al capobranco che li ha nominati, in forza della legge “porcellum”.
Monti per ora ha salvato le banche, non ha certamente migliorato le condizioni degli italiani.
Se ci soffermiamo sui nostri rappresentanti in Parlamento non c’è da essere molto ottimisti. L’onorevole Maurizio Paniz (Pdl) sarà ricordato per aver difeso con tutte le sue forze la tesi secondo cui Berlusconi era in buona fede quando riteneva che la bella Ruby fosse nipote di Mubarak. Il senatore Maurizio Fistarol (già Pd ora Verso Nord), purosangue di sinistra, fa parte della folta schiera di parlamentari che hanno votato a favore per abbattere le garanzie dei lavoratori statuite dall’art.18 (dello Statuto dei Lavoratori). Dell’onorevole Franco Gidoni (Lega Nord) non ci sono pervenuti dati. Da quando è in Parlamento non abbiamo notizie. Nemmeno del senatore-sindaco Gianvittore Vaccari (Lega Nord) si ha la sensazione che abbia rappresentato con determinazione le istanze del territorio.
I partiti oggi sono in ritardo rispetto alla società civile, non sanno più quello che accade fuori dei loro palazzi. Ed è per questo non solo chi ha evocato “i forconi”, ma anche la fascia moderata che per un paio di legislature ha creduto davvero che qualcosa potesse cambiare, chi verso il federalismo chi nella direzione dell’economia di mercato, oggi ha perduto ogni speranza. E così, chi per convinzione, chi per sfregio alla Repubblica, pur di voltare pagina, andrà all’urna per votare 5 Stelle. Anche perché è troppo comodo liquidare con il titolo di “comico” chi annunciò con oltre un anno d’anticipo il crac di Parmalat. Dov’erano la Consob e la Banca d’Italia? Probabilmente, gli stessi che allora non videro, oggi forniscono le soluzioni per uscire dalla crisi.
Roberto De Nart
