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Bettiol Massaro: sfida a tre. A decidere il sindaco di centrosinistra saranno i voti del centrodestra. Il terzo sfidante, quello senza volto, totalizzerà la percentuale maggiore

Ad una settimana dal voto, che deciderà il nuovo sindaco di Belluno, diamo un’ultima occhiata alle forze in campo.

Claudia Bettiol ha totalizzato al primo turno 4.009 voti di lista pari al 26,97% e 4.636 voti per la sua candidatura a sindaco, pari al 25,20%. Mentre Jacopo Massaro ha 3.357 voti di lista (22,58%) e 4.495 voti (24,44%) per la sua candidatura a sindaco. Rimangono in gioco i voti dati agli altri candidati, quei 4.296 (23,36%) di Prade (Pdl), i 1.910 (10,38%) di Lanari (5 Stelle), i 1.536 voti (8,35%) della Bortoluzzi (Udc centro), e altri 1.521 voti (8,26%) tra La Grua (La Destra), Colle (Lega), Vidori (Polo autonomista) e Giuliana (Futuro senza partiti). Senza dimenticare però il terzo sfidante, quello senza volto, ossia quei 13.834 elettori che non sono andati alle urne a votare al primo turno e che è probabile aumenterà ulteriormente al secondo turno.

Come si comporterà ora l’elettorato, costretto a decidere tra i due candidati della sinistra?

Sono solo 141 i voti che separano Massaro dal vantaggio della Bettiol. Va detto, inoltre, che Massaro pare abbia beneficiato di un numero maggiore di voti disgiunti (ossia del voto di elettori di destra che hanno dato il voto di lista a Prade, ma quello a sindaco a Massaro). Tecnicamente quindi i due sfidanti sono vicinissimi, praticamente alla pari. Con una maggiore capacità di Massaro ad intercettare i voti della destra.

Le variabili in gioco, tuttavia, sono rappresentate in primo luogo dai rinunciatari. Ossia coloro che non andranno alle urne, e dai 4 pacchetti di voti liberi, in testa il Pdl (23,36%), 5 Stelle (10,38%), Udc e centro (8,35%) e altri (8,26%).

Se è vero, dunque, che c’è una sostanziale parità tra le forze del centrosinistra, equamente ripartite tra Bettiol e Massaro, allora, che deciderà il sindaco (di centrosinistra), paradossalmente sarà l’elettorato del centrodestra. Visto che il pacchetto più sostanzioso di voti ce l’ha il Pdl. Del resto 5 Stelle ha sempre proclamato di essere estraneo agli apparentamenti e di lasciare libertà di voto ai propri elettori. Al momento non sappiamo cosa farà l’Udc e il centro, che comunque vale un 8,35%, tanto quanto gli altri partiti minori Lega ecc.

E pertanto, chi dei due candidati riuscirà a convincere l’elettorato di destra, cioè l’avversario, di essere “il male minore”, salirà a Palazzo Rosso.

Noi siamo certi che il vincitore assoluto, dal punto di vista percentuale, sarà il terzo sfidante, quello senza volto, il disertore dell’urna. Perché l’elettore medio della sinistra potrebbe ritenersi già soddisfatto del risultato ottenuto al primo turno e lasciare che s’arrangino, liquidando la sfida come una bega tra frati. Quello della destra, e tutti gli altri, potrebbero anch’essi non essere motivati al punto di compiere una scelta, considerando i due sfidanti sostanzialmente dei rivali, appartenenti alla stessa scuola di pensiero a loro estranea.

Roberto De Nart