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L’armata Brancaleone Prade non tiene sul finale: manca il numero legale e il bilancio del Comune di Belluno non passa

Oramai c’eravamo abituati all’armata Brancaleone della maggioranza del centrodestra. Che tra dissidenti, fuoriusciti e dissociati ad ogni consiglio comunale faceva traballare la giunta Prade con il rischio di votazioni anticipate, ma che alla fine si metteva d’accordo. Ieri però, quella stessa giunta allenata all’arte dell’accomodamento tipicamente mediterraneo, aveva esaurito i suoi crediti. Non poteva più promettere nulla in cambio dell’ultimo voto o, almeno, della presenza in aula. E così il bilancio non è stato approvato per mancanza del numero legale. Un fatto gravissimo, che inevitabilmente getta le basi per la bocciatura elettorale del centrodestra.

A nulla è valsa la rassicurazione dell’assessore al Bilancio Tiziana Martire, secondo la quale il bilancio 2011 ha rispettato il patto di stabilità con un avanzo di 2,9 milioni. Circostanza fortuita, secondo Attilio Sommavilla, che corregge in 530mila euro l’importo limite, e liquida la questione con sarcasmo, dicendo che sarebbero bastate un paio di nevicate in più per far saltare il patto di stabilità.

A pesare come un macigno è stata anche la famosa ispezione ministeriale che ha rilevato 18 punti di irregolarita del Comune, più volte richiamati nelle lunghe cinque ore del “giorno più lungo” della morente giunta Prade. Che così consegna il “sospeso” a chi verrà dopo di lei, con tanti auguri.

Roberto De Nart