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Direzioni Ulss: e se tagliassimo in alto? La proposta di Michele Carbogno che dà fastidio alla vecchia politica di chi non vuole cambiare nulla

Gianvittore Vaccari senatore e sindaco di Feltre l’ha subito liquidata: “Carbogno è per unificare le Ulss in Provincia? Noi no, ed allora nessun accordo politico può essere fatto con la sua lista e corrente; per noi è chiaro, chiediamo cosa farà il PdL di Bond”. La Lega, dunque, che ha piazzato ai vertici delle Ulss i suoi uomini, non vuol sentir parlare di sfalci alle direzioni. Si tagli pure in basso, ma i colletti bianchi non si toccano, questo pare essere il messaggio forte e chiaro di Vaccari. Non è piaciuta, dunque, la proposta di Michele Carbogno, che con la sua lista Belluno Protagonista ha parlato di accorpare le direzioni delle Ulss. Nel Veneto, infatti, oltre alla Direzione sanitaria regionale, esistono 24 strutture di vertice, 22 Ulss, 2 aziende ospedaliere, e tre Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. Ognuna delle quali è retta da uno staff formato da un direttore generale e tre direttori di comparto, pari ad un costo annuo di un milione di euro ogni Usl. Secondo Carbogno, se da 24 direzioni si scendesse a 7, ossia una per provincia, la qualità del servizio per i pazienti non ne risentirebbe affatto. E si risparmierebbero dei soldi che potrebbero essere reinvestiti nelle strutture ospedaliere, e quindi a vantaggio dei cittadini.

Una proposta “rivoluzionaria”, insomma, che crea risparmi di gestione senza pregiudicare gli interessi dei cittadini. Ma che inevitabilmente si scontra con i poteri forti e le vecchie logiche di partito di chi non vuole cambiare nulla.