«Il bilancio dei nostri politici è magro. Sembra che non siano capaci di difendere il loro territorio! Ci serve una rappresentanza politica che lo faccia. Perché il territorio non è né di destra né di sinistra né di centro. Vuol dire interessarsi alla nostra gente come fa Trento, Bolzano e i paesi nelle valli di Austria e Svizzera».

Lo ha detto questa mattina Francesca Larese Filon nel corso della conferenza di presentazione del movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti (Bard) che si è tenuta in sala “De Luca“ in Borgo Pra a Belluno. L’esponente del movimento Bard, ha sottolineato la presenza della minoranza linguistica dei ladini, presenti su 39 Comuni della provincia di Belluno, per un totale di 63mila abitanti, “una cultura a grosso rischio di scomparsa”. «Siamo la prima generazione dopo 5 precedenti a non aver subito l’emigrazione – ha detto Moreno Broccon, seduto al tavolo dei relatori – una ripresa economica del bellunese fondata soprattutto sulla tragedia del Vajont. Realtà come la Luxottica stanno a dimostrare che laddove vi sono le condizioni, il Bellunese può progredire. Il movimento Bard – ha detto Broccon – non starà ad aspettare, partiremo con un ricorso amministrativo per ridare un governo alla nostra provincia, perché non si può rimanere comissariati per anni. Chiederemo alla giunta veneta di emanare subito i decreti attuativi, senza i quali la specificità riconosciuta a Belluno dal Regolamento rimane una lettera morta». Tomaso Pettazzi, anche lui relatore del movimento, ha posto l’accento sui continui tagli perpetrati alla nostra provincia. «Ogn i giorno leggiamo della chiusura di uffici postali, banche e ferrovie. Ci sono dei ragazzi nella nostra provincia che per frequentare le scuole medie devono alzarsi alle 6 del mattino. Non va meglio agli universitari, perché i collegamenti ferroviari di Belluno sono rimasti quelli di 40 anni fa». Deborah Calchera, vicesindaco di Forno di Zoldo, ha testimoniato la sua esperienza, abbracciando gli ideali di autonomia a difesa del territorio portati avanti dal Movimento. E se è vero come è vero che il Movimento Bard nato spontaneamente, senza una struttura politica organizzativa, è stato capace di raccogliere in breve tempo 17mila firme per il referendum sull’autonomia, c’è da ritenere che alle prossime elezioni amministrative, ma anche alle politiche dell’anno prossimo, raccoglierà certamente i consensi dell’elettorato bellunese, stanco della politica incocludente dei partiti e delle decisioni della casta prese a Roma, Milano e Venezia.


