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Sanità. Caner: “nessun taglio, ma obiettivi certi”. Il capogruppo leghista interviene illustrando la linea della Lega, dopo aver incontrato la delegazione

Federico Caner

 “Garantisco fin d’ora che non ci sarà alcun taglio di servizi nel Bellunese, e chi afferma il contrario, come l’ex consigliere regionale Guido Trento, lo fa per ragioni elettorali. Non accetto di farmi strumentalizzare su un tema delicato come quello della sanità di montagna, perché la nostra idea, quella che portiamo avanti in Commissione consiliare, è chiarissima dall’inizio, e travisarla a scopi di propaganda è un esercizio da politichetta spiccia”. Così il capogruppo Federico Caner al termine dell’incontro con la delegazione bellunese a palazzo Ferro Fini, cui ha partecipato come rappresentante della Lega.
“La questione sta in questi termini: a tutto il territorio, anche a Sappada o Roccapietore, è necessario garantire la presenza di un medico, un infermiere, un’ambulanza attrezzata e un anestesista, che avranno il compito di stabilizzare un paziente grave e salvargli la vita nell’immediato, per poi trasportarlo nel miglior ospedale per dargli assistenza continuativa e qualitativa, anche grazie ad una maggior casistica a disposizione. Perciò – spiega Caner – i nosocomi di riferimento non subiranno ridimensionamenti, ed anzi, saranno implementati per divenire fulcro di tutto il territorio”.
“Il Bellunese manterrà la propria specificità che peraltro abbiamo appena riconosciuto nel nuovo Statuto – prosegue Caner -, e questo avverrà assegnando alla sua sanità una percentuale maggiorata di risorse rispetto alla pianura. Non sarà però un 25% fisso ed indistinto sulla base dell’altitudine geografica, bensì una quota parametrata alla necessità di attivare servizi, agli obiettivi da raggiungere,ai reparti da mantenere. In questo modo si eviteranno sprechi dove l’attuale 25% è eccessivo, e la mancanza di risorse e servizi dove ne servirebbero di aggiuntivi. A titolo di esempio, può essere che in un ospedale non serva un 25% in più di fondi per incrementare un dato servizio, mentre altrove servirebbe un 40% in più finora indisponibile. Per questo nel nuovo Piano Socio-Sanitario sarà necessario porre degli obiettivi e dei costi, diversificati in base all’area geografica e alle esigenze specifiche. Fatta salva ovviamente l’emergenza, che come già detto deve essere garantita in tutto il territorio allo stesso modo”.