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Parte la decertificazione. Gli enti pubblici e i gestori di servizi pubblici non possono più chiedere certificati ai cittadini. I comuni rilasceranno solo certificati per rapporti tra privati, negli altri casi basterà l’autocertificazione

Il primo tentativo, praticamente ignorato di togliere di mezzo un po’ di certificati, risale al 1968. Nel 1990 con la legge n. 241 cosiddetta di trasparenza della pubblica amministrazione lo Stato ci riprova. Ma ahimè con risultati mediocri. Ebbene, questa volta il legislatore si è stancato: ve l’abbiamo detto nel 1968, lo abbiamo ribadito nel 1990. Ora basta! Dal 2012 la pubblica amministrazione non potrà più chiedere certificati al cittadino.

Palazzo Rosso, sede del Comune di Belluno

Dal 1° gennaio è entrata in vigore la L.183/2011 che porta con sé importanti novità. La principale è la cosiddetta decertificazione. Dal 1° gennaio agli uffici pubblici è vietato rilasciare certificati da esibire ad altre pubbliche amministrazioni e ai gestori di servizi pubblici. Pertanto gli uffici comunali di stato civile e di anagrafe possono rilasciare i certificati soltanto ad uso privato e quindi con imposta di bollo e dei diritti di segreteria (euro 14,620 + 0,52 per ciascun documento), sui quali sarà scritto “il certificato non può essere prodotto agli organi della Pubblica amministrazione o ai gestori di pubblici servizi”.

Si ricorda comunque che il cittadino può sempre rilasciare le autocertificazioni.

La norma appena entrata in vigore vuole solo spingerne agli estremi l’applicazione imponendo esplicito divieto al rilascio di certificati rivolti ad enti pubblici in quanto essi dovrebbero esserne già in possesso o potrebbero facilmente ottenerli direttamente dalle amministrazioni. Si tratta perciò di un vantaggio per il cittadino che però deve esserne informato e sapere come produrre le autocertificazioni. Le dichiarazioni sostitutive (o autocertificazioni) consistono in dichiarazioni scritte in carta semplice su moduli già predisposti – che gli enti di arrivo dei documenti dovrebbero già far trovare disponibili agli sportelli per evitare ai cittadini di tornare più volte – nei quali l’interessato dichiara e sottoscrive determinate situazioni, ad esempio la residenza, la nascita, lo stato di famiglia. Il cittadino è poi responsabile della veridicità di quanto ha dichiarato. Gli enti interessati avranno l’onere di richiedere direttamente ai comuni i certificati o accertare a campione le autodichiarazioni.

Nel sito del Comune di Belluno, http://www.comune.belluno.it  sono disponibili ulteriori informazioni e i moduli per la dichiarazione sostitutiva.

0437.913482 – demografici@comune.belluno.it