
“Paghino gli amministratori, non i cittadini”. Il deputato della Lega Nord, Franco Gidoni, giudica “inaccettabile” la “tassa” di cento euro a utenza che sarebbe stata immaginata dai saggi chiamati a individuare le azioni per salvare Bim Gsp dal debito accumulato. “Mi auguro – prosegue il
parlamentare del Carroccio – che questa sia solo una voce, una notizia priva di ogni fondamento, un’ipotesi presa in considerazione e subito
scartata. Purtroppo, però, temo che qualcosa di vero ci sia e che gli amministratori che hanno portato la società sull’orlo del baratro adesso
vogliano far pagare i cittadini e le imprese per i loro errori, per la loro negligenza, per la loro superficialità. E questo sarebbe semplicemente inaccettabile”. “Non posso nemmeno pensare – prosegue Gidoni – che famiglie già messe in difficoltà da una crisi senza precedenti siano
obbligate a sborsare cento euro per rimediare a una gestione fallimentare di Bim Gsp. No, a pagare dovrebbero essere i vertici di Bim Gsp, i veri
responsabili di questa scabrosa situazione. A cominciare – conclude Gidoni – dal presidente, Franco Roccon, che, soprattutto se la notizia fosse
confermata, dovrebbe dimettersi immediatamente. A meno che lui e il suo partito, il Pdl, non antepongano gli interessi di bottega a quelli dei
bellunesi. Delle famiglie e delle aziende che rischiano il fallimento a causa dei ritardi nei pagamenti da parte di Bim Gsp. Anche questo dimostra
che la forte presa di posizione del presidente della Provincia Gianpaolo
Bottacin era più che fondata”.
