
«Avere ricevuto messaggi di solidarietà dal centro-destra, ma anche chi non si riconosce nel mio partito è un segnale importate: la gente vuole che cambi il meccanismo della politica e dell’amministrazione della cosa pubblica. Non si lasci inascoltato questo appello che viene dal basso». Così Gianpaolo Bottacin, da pochi giorni tolto dalla guida di Palazzo Piloni con una mozione votata dall?opposizione e parte del gruppo del Pdl in Consiglio provinciale a Belluno.
«La gente vuole una politica nuova, capace di una gestione altrettanto rinnovata della res publica – ha detto Bottacin – . Basta con la vecchie facce che non vogliono saperne di schiodarsi dalla “carega” e che si propongono regolarmente come fossero volti freschi. Certo, l?esperienza sul campo è importante, ma se il mondo cambia, servono capacità di lettura e di azione sulle basi delle richieste di una società che va più in fretta di quanto si creda. Io ho tentato di fare fino in fondo il mio dovere, spinto da questo desiderio di rinnovamento, ma mi hanno fermato prima».
«Ad ogni modo, non avendo avuto il tempo di farlo prima, intendo ringraziare il gruppo della Lega Nord, che mi ha sostenuto fino alla fine, ed in particolare Nunzio Gorza, di cui ho apprezzato il lavoro di mediazione anche all?ultima seduta consiliare. Un pensiero agli elettori che mi avevano dato fiducia nel 2009: con loro mi scuso per non esser riuscito a fare quello che avevo promesso e che qualcuno non mi ha lasciato fare; al pari, ringrazio pure tutti i militanti (dai vertici alla base), che mai come ora non mi hanno fatto mancare il loro importante sostegno».
«Grazie inoltre agli assessori che mi sono stati vicini, quelli con cui ho potuto lavorare concretamente per il bene di questo territorio, che ora non merita di tornare a quegli stessi meccanismi che l?hanno portato sul baratro del precipizio economico – ha continuato l’ex-presidente – . Non da ultimo, intendo rivolgere il mio personale ringraziamento, e lo voglio fare pubblicamente, ai dipendenti di Palazzo Piloni: in molti hanno capito il mio desiderio di cambiamento e mi hanno supportato quotidianamente», ha concluso Bottacin.
