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Centrale Camolino-Busche. Bottacin: «Sullo sfruttamento delle risorse idriche c’è chi parla senza conoscere la materia. Ma chi difende l’acqua sa bene come la Provincia si sia data da fare sul tema»

Gianpaolo Bottacin

Dopo le dichiarazioni di un’esponente della minoranza consigliare, il presidente della Provincia di Belluno, Gianpaolo Bottacin, entra nella discussione della Camolino-Busche: «Sull’utilizzo delle Risorse idriche, l’attuale Amministrazione non è certo rimasta a guardare, ma ha dato vita alla pianificazione e si è mossa anche a livello legislativo. Prima si facevano solo due cose: tanta pubblicità e tanta polemica»

«Visto che chi dovrebbe tenersi aggiornata sulle dinamiche della gestione delle risorse idriche non sembra farlo, allora ci penso io a rinfrescarle la memoria – ha commentato Bottacin – . Anziché cercare di imbambolare i cittadini continuando nella logica della pubblicità e della polemica, meglio guardare ai fatti concreti».
«Prima di tutto, un professionista del settore dovrebbe sapere che prima di pianificare l’utilizzo delle risorse, occorre stendere un piano energetico provinciale, che – fino a due anni fa – non era mai stato fatto da Palazzo Piloni. Quando le deleghe all’Energia erano al sottoscritto ho immediatamente dato mandato all’università di Padova (Dipartimento di Fisica e Tecnica) di redigerne uno per la nostra terra. Senza un simile documento, non si può sapere quanto ci sia a disposizione né quanto si possa sfruttare sul piano energetico: viene quindi da chiedersi su quali basi si fossero mossi i miei predecessori…Attualmente, la gestione è in capo all’assessore di competenza, Bruno Zanolla».
«In aggiunta (è cronaca recente), con le Province di Verbania e di Sondrio, Palazzo Piloni aveva avanzato una proposta di legge (raccolta e fatta approvare dalla Lega Nord), affinché – alla scadenza delle concessioni delle centrali – il 40% delle società esistenti sarebbe passato gratuitamente all’ente pubblico (e con esso anche il 40% dell’utile derivante). Purtroppo, nonostante gli sforzi, la Corte Costituzionale ha bocciato questa richiesta».