
«Non è più il mondo di 20 anni fa: invece di produrre ulteriore energia, investiamo i 120 milioni della centrale di Camolino-Busche in politiche che rilancino il risparmio energetico». Maurizio Isma, coordinatore dell’Udc, lancia una provocazione ed invita Energy hydro Piave ad «accantonare le pure logiche di profitto per tutelare il territorio, la popolazione e pensare ad un futuro più concreto». «Se utilizzassimo il denaro che serve per costruire questa centrale per incentivi e progetti sul risparmio energetico – ravvisa Isma – sono convinto che i benefici andrebbero ben oltre i 200 posti di lavoro stimati per la cantierizzazione dell’opera che impatta su quattro comuni bellunesi: Cesiomaggiore, San Gregorio, Santa Giustina e Sospirolo».
«Le società – spiega Isma – tendono a trovare terreno facile nelle amministrazioni sempre più ridotte all’osso e allettate da una possibile entrata, ma per la realizzazione della centrale va tenuto conto dell’opinione pubblica, giustamente convinta che il Bellunese sia autosufficiente dal punto di vista energetico e che abbia già pagato abbastanza, con fiumi come il Piave ridotti a mero segno sulla carta».


