HomeCronaca/PoliticaLa secessione al bar * dei Giovani democratici del Feltrino

La secessione al bar * dei Giovani democratici del Feltrino

Amareggiati dallo spettacolo di questi giorni, dalle chiacchiere di secessione, dalla mancata assunzione delle responsabilità di governo da parte della Lega Nord, i Giovani Democratici del Feltrino intervengono con una nota secca nel dibattito, prendendosela direttamente con Bottacin e Vello che, anziché badare alle questioni contingenti di fondamentale importanza di questi giorni, danno lezioni di diritto (sbagliate) al Presidente Giorgio Napolitano:
L’Europa ci guarda come una zavorra, crolla la credibilità internazioneale del nostro paese, della sua classe politica, l’affidabilità precipita ai minimi forse dal dopoguerra, i nostri titoli di stato pagano rendimenti elevatissimi da far impallidire le notti più buie della Prima Repubblica (imponendo un costo per il presente ed ipotencando il futuro), le imprese sono in affanno, i lavoratori boccheggiano, istituzioni territoriali ed enti locali sono ormai ridotti alla fame, e, in tutto questo, la Lega (la seconda maggior forza dell’esecutivo) gioca alla secessione, non si capisce bene se credendoci davvero o per sviare l’attenzione dal fallimento della propria esperienza di governo. E con infinita tristezza si assiste che ai vaneggiamenti sull’ “autodeterminazione del popoli”, sulla “riorganizzazione della secessione”, (che farebbero scoppiare dal ridere se non venissero da vertici istituzionali) si associano anche le massime autorità leghiste provinciali, che a ben altro dovrebbero pensare in questi giorni.
Si assiste a fenomeni paradossali con il presidente della provincia Bottacin che corregge e dà lezioni di diritto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (avvocato e uomo di grandissimo profilo istituzionale), spiegandogli che “vi sono metodi democratici per modificare l’articolo 5 della Costituzione”, purtroppo ignaro che così non è, (forse non ha mai sentito parlare dell’immodificabilità del Principi Supremi della Costituzione). Non gli si richiede certo di conoscere i tecnicismi del diritto, ma, visto il ruolo di importanza che ricopre, solo di informarsi prima di ergersi a censore sulle pagine di stampa. Addirittura Diego Vello arriva ad auspicare che sia lo stesso Capo dello Stato (che ricordiamo per la Carta “rappresenta l’unità nazionale”) a “favorire” la fantomatica secessione…
Chiacchiere da bar anziché governare… Desolante.

 

- Advertisement - Roberto Denart
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