
“Il Disegno di legge Costituzionale col quale il Governo ha disciplinato il procedimento di soppressione delle Province, quali enti locali statali, è un altro duro colpo al processo federalista”. Lo afferma il segretario generale della Cgil di Belluno renato Bressan. “Lo sanno bene i Presidenti delle stesse, come lo sanno i Sindaci che hanno già capito che non ci saranno spoglie da spartire in quanto la scure della manovra correttiva colpirà, per l’ennesima volta, anche loro. Questi processi – prosegue il sindacalista – , che vanno dal contenimento alla soppressione degli enti locali, limitano ancor più le capacità di erogazione dei servizi ai cittadini, ma portano con sè anche una compressione degli spazi democratici. Per questo la Cgil ritiene che una riforma dello Stato e delle sue articolazioni istituzionali, va fatta complessivamente salvaguardando le governances dei territori e la partecipazione democratica. Certo una riforma costituzionale necessita di tempi non brevi, e benché si assista ad un continuo fiorire di dure proteste da parte di Sindaci e Presidenti di Province e Regioni, sarebbe opportuno un coinvolgimento dei corpi intermedi e dei cittadini stessi. Protestare, però, per salvare enti inibiti nella capacità di azione politico/amministrativa equivarrebbe al tentativo di salvataggio del palazzo, funzionale solo a chi siede in quei luoghi. Per questo la Camera del Lavoro ritiene che una qualsiasi presa di posizione e di mobilitazione si debba accompagnare ad ipotesi alternative. Rinnoviamo, quindi, l’invito al Presidente Bottacin – afferma Bressan – a riconsiderare il proprio bilancio alla luce anche delle ultime novità. Si ragioni su 2 anni anziché su 3. Si anticipi le alienazioni di alcuni immobili previste per il 2013 e quelle parti di partecipazioni societarie delle società La Dolomiti Ambiente e Dolomitibus che consentono di mantenere il controllo pubblico del ciclo dei rifiuti e del trasporto pubblico locale. Si alieni le partecipazioni presenti in alcune società su altre società e si utilizzi una parte del Fondo di riserva che con un accesso graduato e selezionato dalla certificazione Isee consentirebbe di ripristinare l’Unico Studenti con una dotazione di 600.000 euro per l’anno scolastico in corso. Infine, si pensi alla creazione di un’unica società che gestisca e razionalizzi il ciclo dei rifiuti risparmiando un po’ di costi rispetto alla molteplicità attuale degli organismi societari e si capitalizzino gli investimenti milionari fatti con denaro pubblico che sono stati impiegati nella creazione del Biodigestore che a breve entrerà in funzione. Non sappiamo se alla fine avremmo salvato anche la Provincia e i destini dei singoli – conclude il segretario generale della Camera del lavoro di Belluno -, sappiamo però che, finchè ci sarà consentito, avremo salvato una parte di quei beni che sono della comunità”.
