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Sabato a Mel Loris Tormen in: “Carmine Pascià che nacque buttero e morì beduino” di Gianantonio Stella

Sabato 25 giugno alle ore 21, presso la Sala affreschi del Municipio di Mel, va in scena lo spettacolo “carmine Pascià, che nacque buttero e morì beduino” letto e interpretato da Loris Tormen, su testo di Gian Antoni Stella. Lo spettacolo si inserisce nella rassegna “GLI ALTRI SIAMO NOI” organizzata dal Comune di Mel-Assessorato alle Pari Opportunità.

Mentre aspettava la scarica,
il soldato Iorio, cristiano e musulmano,
disertore ed eroe, pensò che era
la seconda volta che veniva messo a morte.”

“Un dromedario! Che ci faceva, lui, pancia in giù sulla groppa di un dromedario? Si mise a scalciare e si ritrovò per terra. indolenzito. Circondato da decine di tuniche bianche e caffelatte.”
Gian Antonio Stella (giornalista del Corriere della Sera e scrittore) racconta l’incredibile e avventurosa storia del soldato Carmine Iorio, un analfabeta della piana del Sele che, arruolato nel 1912 dal governo Giolitti e mandato a far la guerra nella Libia “Bel suol d’amore”, a causa di una sbronza e un mal di testa colossale si ritrovò per sbaglio a essere disertore. e a dover scegliere: o la fucilazione dei commilitoni o la forca eretta dai beduini nella piazza di Agedabia. Un dilemma risolto con la conversione all’islam che passo dopo passo lo avrebbe portato, col nome di Yusuf el-Muslim, ad abbracciare la causa della resistenza anti-italiana di Omar el-Mukhtar. Finché, davanti al plotone d’esecuzione…

GianAntonio Stella parte da una vicenda realmente accaduta, per trattare temi terribilmente attuali: l’odio verso la guerra, la difficoltà di comprendere chi è diverso da noi, l’integrazione razziale e religiosa, l’ottusità di una classe dirigente che non comprende veramente cosa vuole la gente: Il tutto con uno stile pungente e una punta di rimpianto per quella Italia di “zappatori”, povera ma dignitosa, così diversa da quella di oggi.
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Lo spettacolo i cui accadimenti sono ambientati  in Libia durante la vergognosa guerra di colonizzazione italiana, ha debuttato nel luglio 2010, lontano dai tragici avvenimenti libici di questi giorni. Una storia vecchia di quasi un secolo quella del soldato Carmine, il buttero che divenne beduino, in un momento storico così diverso.
C’è tuttavia qualcosa che negli avvenimenti narrati, oltre ai nomi di luoghi e città,  si lega alla realtà odierna: la lotta per la libertà di tutti i popoli oppressi da regimi dittatoriali, il desiderio di vivere liberi ed in pace che è patrimonio comune alla stragrande parte dell’umanità e l’assurdità delle discriminazioni razziali e religiose.
Libertà e democrazia al popolo libico e a tutti i popoli oppressi dalle dittature!

Loris Tormen

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