
“Stia tranquillo, il consigliere Massaro: la Ser.Sa è in buone, buonissime mani. – scrive il sindaco Antonio Prade in una nota – Dirò di più: i soci pubblici, ULSS1 e Comune di Belluno, stanno da tempo ragionando su come affrontare le nuove norme legislative che impongono a tutti gli enti pubblici, e anche alle società comunali, di riorganizzare i loro servizi. Mi sono più volte incontrato, assieme ai miei assessori Martire e Paganin, con il direttore dell’ULSS1 Angonese per parlare di Ser.Sa. Stiamo verificando alcune progettualità che, quando arrivate a buon fine, riusciranno a stupire ancora una volta sulla capacità di questa Amministrazione di lavorare e ottenere risultati in tempi di magra. Però una cosa vorrei fosse chiara: la manovra finanziaria del governo è a salvaguardia del sistema Italia e noi da questo sistema non possiamo né vogliamo chiamarci fuori. Ecco perché, invece di lamentarci di norme che impongono sacrifici a tutti, cerchiamo di trovare nuove soluzioni. Quanto ai servizi che eroga Ser.Sa tutti i giorni, voglio dire che essi non diminuiranno affatto né per estensione né per qualità. Anche il problema dei dipendenti è un falso problema – conclude Prade – Ho invece buone ragioni per ritenere che i nostri servizi aumenteranno.” Ci auguriamo che le promesse sui progetti futuri della Ser.Sa fatte dal sindaco, si realizzino in tempi brevi. Perché per ora, il dato di fatto inconfutabile è che la Ser.Sa non ha rinnovato dei contratti ad infermieri professionali (operatori esterni alla Ser.Sa) e quindi è diminuito il personale che si occupava degli anziani in Casa di Riposo. Questo significa che è diminuita inevitabilmente la qualità del servizio.
