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Dispersione idrica, Belluno sempre più al vertice della classifica

Anche quest’anno, a fine ottobre, Legambiente ha pubblicato la sua indagine annuale Ecosistema Urbano, quest’anno riferita al 2025.

Vi si può leggere che la città di Belluno si conferma saldamente al vertice nazionale per dispersione della propria rete idrica, gestita ormai da più di 20 anni, come nell’intera provincia, da SIB (l’ex Bim GSP). Ma Belluno non si accontenta di continuare a primeggiare in questa poco onorevole classifica nazionale dei capoluoghi di provincia spreconi: anche nel 2025 riesce nell’impresa di aumentare ancora la percentuale di acqua andata persa sul totale di quella immessa nella sua rete idrica sempre più colabrodo, arrivando al 72% (stima arrotondata o riferita a picchi specifici ndr). Era del 69,7% nel 2024, del 69,2% nel 2023 e del 64% nel 2022. E ad abissale distanza dagli altri capoluoghi di provincia veneti.

A questo punto mi permetto di consigliare all’amministrazione comunale di Belluno di suggerire almeno a SIB, di cui è azionista, di astenersi per pudore dal diffondere dalle radio e televisioni locali la pubblicità autoincensatoria di quanto si dà da fare (non ce n’è proprio bisogno: i risultati, purtroppo, sono sotto gli occhi di tutti e le ormai abituali e sempre più frequenti crisi idriche in provincia, la più piovosa d’Italia, ne sono la testimonianza) e destinare piuttosto le sue risorse finanziarie, che non devono essere poche viste le sue tariffe del servizio idrico (ogni anno, tra l’altro, immancabilmente in costante aumento), ad attività mirate alla riduzione delle perdite.

Paolo A. Lucci