Venezia, 05/11/2026 – Restano saldi i correttivi specifici per la provincia di Belluno legati alle peculiarità orografiche e demografiche del territorio. È quanto emerso in V Commissione consiliare Sanità e Sociale a Venezia, dove sono stati esaminati e approvati con parere favorevole i nuovi criteri di ripartizione del Fondo Sanitario Regionale per il 2026, applicabili a decorrere dall’anno in corso.
A darne notizia è la consigliera regionale del Veneto e segretario della commissione, Silvia Calligaro, sottolineando l’importanza di questi parametri per un territorio interamente montano. «Distanze maggiori, dispersione territoriale e una popolazione più anziana richiedono risorse adeguate per poter garantire servizi appropriati – spiega Calligaro – poiché questi elementi incidono direttamente sull’organizzazione dei servizi sanitari».
La scadenza della prossima settimana e lo stop agli allarmismi
L’orizzonte economico e l’entità effettiva dei trasferimenti per il Bellunese avranno un quadro di riferimento definitivo a breve. Sarà infatti la sessione di bilancio, al centro dei lavori regionali già a partire dalla prossima settimana, la sede in cui verranno stabiliti i numeri precisi. Un passaggio cruciale che, nelle intenzioni della consigliera, servirà anche a fare chiarezza e a stemperare «gli allarmismi che abbiamo sentito nelle ultime settimane sui fondi destinati al Bellunese».
Il dibattito politico e l’attenzione al personale
Il provvedimento approvato in commissione ha registrato il voto contrario delle opposizioni. Una presa di posizione criticata da Calligaro, la quale evidenzia come la minoranza si sia espressa negativamente «senza però presentare suggerimenti o proposte alternative», ribadendo l’auspicio di un confronto basato sul merito delle soluzioni, soprattutto per aree caratterizzate da specificità così marcate.
Nel volgere lo sguardo al futuro della sanità locale, la consigliera rimarca infine il ruolo insostituibile degli operatori: «Al di là dei criteri e dei numeri, la parte fondamentale la fanno le persone che ogni giorno lavorano nel sistema sanitario – conclude Calligaro –. Medici, infermieri, operatori sociosanitari, tecnici e amministrativi sono quelli che trasformano le risorse in servizi reali per i cittadini».



