HomeCronaca/PoliticaPUMS e PGTU fantasma a Belluno: i cantieri partono, ma la pianificazione...

PUMS e PGTU fantasma a Belluno: i cantieri partono, ma la pianificazione scompare nel traffico

Belluno, 30/10/2026 – Chi l’ha visto? Non stiamo parlando di una persona scomparsa, ma del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) e del PGTU (Piano Generale del Traffico Urbano) della città di Belluno. Strumenti di pianificazione costati fior di quattrini ai contribuenti bellunesi, approvati, sbandierati e… a quanto pare, amorevolmente dimenticati nel cassetto dei ricordi proprio da chi li ha voluti.

A sollevare il caso è il gruppo consiliare di opposizione “Insieme per Belluno Bene Comune”, che mette nero su bianco un cortocircuito amministrativo che definire surreale è poco. Mesi fa, la cittadinanza si interrogava sulla latenza di qualsiasi sperimentazione legata ai grandi progetti di mobilità urbana (avete presente la riqualificazione di Piazza Piloni, la ridefinizione di Piazza Duomo o il divieto di svoltare direttamente da Via Matteotti a Piazza Castello?). Interventi annunciati a breve termine e rimasti, a giudicare dai fatti, pura teoria.

Nel frattempo, però, i cantieri veri si muovono eccome. È il caso dei recenti lavori in via San Gervasio, giustificati dall’assessore competente, Gamba, con una motivazione che definire “creativa” è un eufemismo. L’assessore ha infatti dichiarato che l’intervento è stato elaborato «tenendo conto degli strumenti di pianificazione della mobilità cittadina», citando proprio PUMS e PGTU come garanti della necessità di riqualificare l’intersezione tra via San Gervasio e la Statale 50.

Un bel colpo di teatro, peccato che i documenti ufficiali dicano esattamente l’opposto.

Andando a sfogliare il PUMS pubblicato sul sito ufficiale del Comune, si scopre che la misura prevista per quella zona è la «chiusura di San Gervasio presso il passaggio a livello e adeguamento dell’intersezione con SS 50», specificando inoltre che la chiusura è destinata al traffico motorizzato per lasciare spazio unicamente all’attraversamento ciclociclopedonale.

Insomma, il piano dice una cosa, l’amministrazione ne fa un’altra. E la domanda sorge spontanea, mista a un pizzico di sconforto: che senso ha spendere soldi pubblici per commissionare studi e piani strategici, se poi l’amministrazione comunale decide di fare di testa sua senza nemmeno degnarsi di fornire una motivazione esplicita?

Il gruppo consiliare affonda il colpo: se questo è l’esordio, c’è davvero da preoccuparsi per il destino di tutte le altre indicazioni contenute nei piani e formalmente fatte proprie dalla giunta.

La città, intanto, resta in attesa di chiarimenti. Sempre che, nel traffico della confusione amministrativa, l’assessore Gamba riesca a trovare la strada giusta per rispondere.