Longarone, 27/10/2026 – Longarone compie un passaggio importante nel percorso di unificazione amministrativa e territoriale avviato con la fusione ancora nel 2014. Lunedì sera, il Consiglio comunale ha approvato il Piano degli interventi, il primo strumento urbanistico che interessa in modo unitario l’intero territorio comunale, superando la distinzione tra le diverse normative che fino a oggi facevano riferimento ai due ex Comuni. Fino all’approvazione del nuovo Piano, infatti, Longarone e Castellavazzo erano regolati da strumenti urbanistici distinti: il Piano regolatore generale di Longarone risaliva al 1985, mentre quello di Castellavazzo era del 2003. Nel corso degli anni, entrambi erano stati oggetto di numerose varianti, rispettivamente 48 per Longarone e 13 per Castellavazzo.
«Il nuovo Piano degli interventi rappresenta un passaggio fondamentale verso una pianificazione unica e unitaria, capace di ricondurre l’intero territorio comunale a un quadro di riferimento condiviso e aggiornato» commenta l’assessore all’urbanistica Elena De Bona.
IL PERCORSO
Nel corso dell’iter sono state presentate 42 osservazioni, di cui 40 da parte di cittadini e 2 dall’Ufficio tecnico comunale. A seguito dell’esame delle istanze, 9 osservazioni sono state accolte integralmente, mentre le altre sono state accolte parzialmente oppure non accolte, nell’ambito del procedimento di valutazione e definizione delle scelte urbanistiche.
«Ringrazio l’Ufficio tecnico per il lavoro svolto e per l’impegno profuso nella predisposizione del Piano, prima con Mauro Sacchet e successivamente con il nuovo responsabile, l’architetto Matteo Rosso – continua De Bona -. Un’attività tecnica e amministrativa articolata, necessaria per arrivare a uno strumento che abbraccia l’intero territorio comunale e supera la precedente suddivisione in due distinti sistemi di pianificazione».
L’approvazione del Piano degli interventi non esaurisce il percorso di aggiornamento degli strumenti di governo del territorio. I prossimi passaggi riguarderanno l’approvazione del Piano di classificazione acustica, anch’esso esteso a tutto il territorio del nuovo Comune e finora assente nell’ex Comune di Castellavazzo, e la successiva elaborazione del Piano degli interventi relativo alle aree produttive.
«Con questo provvedimento – commenta il sindaco Roberto Padrin – Longarone prosegue il percorso verso una gestione coordinata del territorio, dotandosi di strumenti di pianificazione riferiti all’intero Comune e coerenti con il nuovo assetto amministrativo. L’approvazione rappresenta un momento storico, dato che dopo quasi 42 anni va in pensione il Prg del 1985 e viene attivato un nuovo strumento urbanistico innovativo, che va incontro alle esigenze dei cittadini pur nella complessità delle norme in materia. Abbiamo investito 250mila euro di incarichi professionali: non tutti i Comuni possono permettersi di portare avanti una pianificazione di questo livello. Siamo soddisfatti del risultato raggiunto, perché con questo Piano degli interventi possiamo risolvere tante piccole situazioni di cui ci chiedevano conto i cittadini ma che finora, con i vecchi strumenti, non potevamo risolvere».
IL BILANCIO
Il consiglio comunale ha approvato anche il bilancio consuntivo dell’azienda speciale Alpago-Longarone-Zoldo che ha chiuso in utile nonostante le difficoltà sotto il profilo dei costi energetici e di personale. Via libera anche al bilancio consolidato del Comune e il consiglio ha varato due di variazioni di bilancio per mettere in circolo nuove risorse. In particolare sono stati stanziati 30mila per progetti didattici a favore dell’istituto comprensivo. «Siamo andati incontro a tutte le richieste della scuola per i progetti di ampliamento della didattica, garantendo sempre la massima attenzione dal punto di vista economico» spiega il sindaco. Nella “manovrina” anche 180mila euro per manutenzioni straordinarie a palasport e piscina, che riapriranno con la nuova gestione nelle due date del 3 e 9 novembre; 70mila euro di attrezzature sportive per gli impianti. Completano il quadro 20mila euro di manutenzioni affidate all’Unione Montana.



