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Belluno, controlli a tappeto dei Carabinieri: un bar sospeso per lavoro nero e sanzioni per oltre 150 mila euro

L’operazione del NIL e del Comando Provinciale ha interessato l’intera provincia, dall’edilizia alla ristorazione. Tredici i datori di lavoro deferiti all’autorità giudiziaria per gravi violazioni sulla sicurezza.

Belluno, 26/10/2026 – Giro di vite dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Belluno che, in collaborazione con i reparti dell’Arma territoriale, hanno eseguito una vasta campagna di controlli a tappeto su tutto il territorio provinciale. L’obiettivo dell’operazione: verificare la regolare occupazione dei dipendenti e il rispetto delle normative in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Le verifiche, condotte in modo capillare, hanno toccato i settori chiave dell’economia locale: edilizia, ristorazione, strutture ricettive, artigianato manifatturiero e commercio.

Il bilancio dell’operazione

  • 1 bar sospeso per impiego di lavoratori in nero;

  • 13 aziende sanzionate e amministratori deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica;

  • Oltre 150.000 euro tra sanzioni amministrative e ammende complessive.

Chiuso un bar a Setteville

Tra gli interventi di maggior rilievo spicca il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale adottato nei confronti di un esercizio di somministrazione di bevande situato nel comune di Setteville. Durante l’accesso ispettivo, i militari hanno sorpreso un barista al lavoro intento a servire i clienti, ma completamente “in nero”, ovvero privo della preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro.

Sicurezza sul lavoro: 13 datori di lavoro nei guai

Le ispezioni — che hanno interessato numerosi centri della provincia, tra cui Belluno, Limana, Selva di Cadore, Alleghe, Cortina d’Ampezzo, Borgo Valbelluna, Seren del Grappa, Lozzo di Cadore, Auronzo di Cadore e Vodo di Cadore — hanno fatto emergere un quadro di diffuse irregolarità.

Complessivamente sono 13 i titolari e amministratori ritenuti inadempienti e deferiti all’Autorità Giudiziaria. Le aziende coinvolte appartengono a diversi comparti:

  • 5 attività di ristorazione e bar

  • 3 ditte edili

  • 2 panifici/pasticcerie

  • 2 strutture ricettive e alberghiere

  • 1 azienda metalmeccanica artigiana

  • 1 azienda agricola

Le principali violazioni riscontrate

La sfilza di contestazioni evidenzia gravi mancanze in termini di tutela della salute dei lavoratori. Tra le violazioni più frequenti figurano:

  • L’omessa formazione e informazione obbligatoria in materia di sicurezza.

  • La mancata nomina del medico competente e l’omessa sorveglianza sanitaria.

  • La mancata nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP).

  • La mancata fornitura dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI).

  • Gravi carenze nelle misure antincendio, tra cui l’assenza di estintori.

Nei cantieri edili sono emerse inoltre criticità specifiche come l’omessa redazione e verifica del Piano Operativo di Sicurezza (POS) e la mancata collaborazione (con omessa fornitura di informazioni) nei confronti degli ispettori. Non sono mancati infine illeciti legati alla privacy e alla dignità dei lavoratori, come l’installazione non autorizzata di impianti di videosorveglianza finalizzati al controllo a distanza del personale in ambito industriale e agricolo.

Un’attività di controllo incisiva che conferma l’alta attenzione delle forze dell’ordine sulla tutela dei diritti dei lavoratori e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro su tutto il territorio bellunese.