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Dalle Dolomiti all’Amazzonia: il viaggio di Alice Bettolo attraverso la radio

Viaggiatrice, fotografa, autrice audiovisiva e conduttrice radiofonica originaria di Belluno, Alice Bettolo attraversa paesi e culture portando con sé la passione per la fotografia, il video e la radio. A Iquitos, nel cuore dell’Amazzonia peruviana, conduce «La Mariposa en la Selva» sulle onde di La Voz de la Selva, storica emittente locale. Un nuovo capitolo di un viaggio che continua, attraverso le voci delle persone che incontra.

Alice, come nasce la tua avventura radiofonica a Iquitos?
“A volte i viaggi prendono direzioni impreviste e, altre volte, sono sogni che diventano realtà.
Arrivare a Iquitos significa entrare in un mondo in cui il fiume, la foresta e la gente si intrecciano continuamente.
Erano anni che ripetevo che, un giorno, sarei venuta in questo luogo. A farmi sognare di venire qui è stato proprio il diario del regista Werner Herzog, La conquista dell’inutile, che racconta la realizzazione del film Fitzcarraldo in questa parte dell’Amazzonia. Quel libro mi ha acceso il desiderio di conoscere questa Babilonia che respira al ritmo del Rio delle
Amazzoni, circondata dalla impenetrabile foresta.
L’incontro con la stazione La Voz de la Selva e con il suo direttore, Emilio Agnini, mi ha offerto la possibilità di tornare davanti a un microfono dal vivo e di condividere questa nuova avventura radiofonica”.

Il tuo programma si chiama «La Mariposa en la Selva»: che cosa rappresenta questo nome?
“La Mariposa, che significa «farfalla», è un’identità creativa che mi accompagna da alcuni anni. Attraverso i miei progetti radiofonici, tra podcast in italiano e in spagnolo e programmi in diretta, la Mariposa vola, attraversa i luoghi e incontra le persone, senza mai fermarsi di fronte alle frontiere geografiche o culturali.
La selva è quella che circonda Iquitos, una città che sembra un’isola nel grande verde della foresta amazzonica, senza strade che la colleghino al resto del paese. Da qui si parte solo seguendo il corso dei fiumi, che la accarezzano lentamente, oppure in aereo”.

Nel tuo percorso di produzioni audio e podcast c’è anche «I Mille Passi – Dai diari di Morgana». Un altro modo di raccontare il viaggio?
“Morgana nasce dalle pagine di quei diari ritrovati in una vecchia valigia a fiori sulla costa dell’Oceano Pacifico. Lo sceneggiato radiofonico, in italiano, racconta la storia di una donna che lascia la propria zona di comfort e comincia a viaggiare. La seconda stagione è andata in onda da poco sulle frequenze di Radio Più, emittente radiofonica di Agordo, nel Bellunese.
Le avventure di Morgana prendono vita attraverso la mia voce, i suoni e le musiche originali che registro per strada e nella vita di ogni giorno. È un progetto che si inserisce nel mio universo creativo, fatto di narrazione e ricerca attraverso la voce e le storie personali. I diari che scrivo diventano materia narrativa, un modo per esplorare l’esperienza del viaggio e ciò
che accade dentro di noi mentre attraversiamo il mondo.
In spagnolo porto avanti Los Viajes de la Mariposa, un podcast che raccoglie cronache di viaggio, esperienze personali e riflessioni sul mondo che attraverso, e che è arrivato ormai al capitolo 52.
Mi piace lavorare con linguaggi diversi e lasciare che ogni progetto trovi, da solo, la propria forma”.

Dalla Radio Caracol della comunità messicana di Mazunte alla radio amazzonica: che cosa cambia?
“Ho cominciato a fare radio dal vivo proprio sulle onde della radio comunitaria di Mazunte, sulla costa dell’Oceano Pacifico in Messico, intorno al 2019. Non parlavo bene lo spagnolo e del fare radio sapevo molto poco. Ma, con la costanza e l’aiuto degli altri volontari e sognatori delle onde FM, ho cominciato a imparare, creando uno spazio d’incontro attraverso la musica, le parole e le storie di chi vive in quel paradiso tropicale.
Arrivare poi in questo angolo di Amazzonia mi ha fatto capire che possono cambiare il territorio, le persone, il contesto culturale e le storie che si incontrano, ma resta costante la necessità di ascoltare prima di raccontare. Ogni luogo ha una propria voce e bisogna trovare il modo di avvicinarsi senza sovrapporre la propria esperienza a quella degli altri.
Per me fare radio significa proprio questo: dare spazio alle storie delle persone, perché tutti hanno una storia da raccontare”.

Sei partita dal Bellunese e hai vissuto in molti paesi, comunità e culture diverse. Che rapporto mantieni con le tue radici e che cosa significa per te sentirti a casa?
“Sono italiana di origine, cittadina del mondo per scelta. Le mie radici sono lì, nelle Dolomiti dove sono nata, ma nel corso della vita ho capito che le radici non sono necessariamente qualcosa che ti trattiene in un luogo: sono piuttosto qualcosa che porti con te, ovunque tu vada.
Ho attraversato diversi paesi e culture, e ogni incontro mi ha lasciato qualcosa, cambiando anche il mio modo di guardare il mondo. Non so se esista un solo posto da chiamare casa.
Per me, casa è soprattutto un luogo in cui posso sentirmi libera di essere quella che sono e vivere senza dover giustificare la mia vita.
Forse è proprio questo, per ora, il senso del mio viaggio: non cercare un posto in cui fermarmi per sempre, ma continuare a scoprire luoghi e persone con cui, almeno per un tratto di strada, sentirmi a casa e, soprattutto, continuare a fare questa cosa assolutamente rivoluzionaria: comunità”.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
“Continuare a intrecciare radio, fotografia, audiovisivo e racconto di viaggio, e continuare a camminare per il mondo. Mi interessa che queste esperienze possano dialogare e trovare nuovi spazi, anche al di là dei confini geografici. La Mariposa continua a volare, pirata, cambiando di barca ma mai di ideali, raccogliendo lungo il suo cammino voci e storie. E ogni
nuovo luogo può diventare l’inizio di un racconto.
Per continuare a dare vita a questo universo creativo, mi piacerebbe incontrare sponsor e partner disposti a sostenere i miei progetti e a condividere un percorso fatto di comunicazione indipendente, storie, radio e ricerca.
La vita nella selva amazzonica ha accompagnato anche la nascita del mio primo libro, che sto terminando: un manuale dedicato alle donne che desiderano viaggiare da sole, ma sono ancora frenate dalla paura. Mi piacerebbe pubblicarlo al mio ritorno in Italia. Vorrei che fosse un invito a mettersi in cammino, a scoprire il mondo e, attraverso il viaggio, anche se stesse.
Perché ci siano sempre più farfalle capaci di attraversare i confini della paura, alla ricerca della propria felicità”.

Dalle Dolomiti al Pacifico messicano, fino alle rive dell’Amazzonia, il percorso di Alice Bettolo continua sulle onde della radio, attraverso le storie, la musica e le voci delle persone che incontra. Perché ogni luogo ha qualcosa da raccontare e ogni incontro può aprire una nuova
rotta.