HomeLavoro, Economia, TurismoHydro: cessazione attività, cassa integrazione fino al 31 dicembre 2026

Hydro: cessazione attività, cassa integrazione fino al 31 dicembre 2026

Cala formalmente il sipario sulla storia industriale della Hydro a Feltre. Nella mattinata di oggi, giovedì 15 ottobre, al tavolo convocato dal Ministero del Lavoro, è stato sottoscritto l’accordo per l’esame congiunto che sancisce il ricorso alla Cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività. L’obiettivo – si legge nel verbale di accordo – è evitare “soluzioni traumatiche” e accompagnare la fase di transizione, anche alla luce delle concrete possibilità di cessione del reparto fonderia al Gruppo Cortese.

L’incontro, in videoconferenza, ha visto la partecipazione della direzione aziendale di Hydro Extrusion Italy, della Regione Veneto, di Confindustria Belluno Dolomiti, delle segreterie territoriali e di categoria di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil, unitamente ai delegati delle RSU di fabbrica.
La vertenza fotografa il progressivo ridimensionamento del gruppo norvegese in Italia. Lo stabilimento feltrino conta attualmente un organico complessivo di 74 dipendenti: 2 dirigenti, 10 impiegati e 62 operai. L’intesa raggiunta fissa l’attivazione dell’ammortizzatore sociale per un massimo di 72 lavoratori (l’intero comparto impiegatizio e operaio, con la sola esclusione della dirigenza), con decorrenza retroattiva dal 6 ottobre e termine fissato al 31 dicembre 2026. La copertura economica prevede una gestione a zero ore o a riduzione oraria, modulata sulle residue attività preparatorie alla dismissione, mentre la Regione ha contestualmente recepito il piano delle misure di politiche attive concordate per la riqualificazione e il ricollocamento del personale.

“Si chiude definitivamente un ciclo industriale che ha segnato la storia del nostro territorio – commenta Mauro Zuglian della Fim Belluno Treviso -. L’impatto occupazionale è pesante e il perimetro produttivo viene drasticamente ridotto alla sola fonderia. Consideriamo questa tappa come un punto di partenza: insieme al Gruppo Cortese lavoreremo per ricostruire un nuovo assetto industriale e rilanciare l’attività. Il territorio, le maestranze e il sindacato non permetteranno che questa storia si spenga”.
Nei prossimi giorni i lavoratori saranno convocati singolarmente per la formalizzazione delle intese relative agli incentivi all’esodo previsti dall’accordo.

“Siamo pienamente consapevoli della portata umana di questo momento – conclude Zuglian -. Per molti dipendenti, 25 o 30 anni di fabbrica, fatica e relazioni si concentrano oggi in una firma su un foglio e in un assegno economico. È una scelta difficile, personale e mai scontata, che merita il massimo rispetto e la più stretta vicinanza da parte dell’intera comunità”.