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Lettera aperta sul futuro del Nevegal * di L.A. Holding srl Francesca De Bona, Riccardo Ravagnan

Belluno, 13 ottobre 2026  –  Nevegal: perché abbiamo creduto nel progetto e perché oggi sentiamo il dovere di fare chiarezza

Negli ultimi mesi il Nevegal è tornato spesso al centro dell’attenzione pubblica. Investimenti, impianti, pista sintetica, progetti annunciati, difficoltà autorizzative, polemiche e aspettative hanno prodotto un dibattito nel quale non è sempre semplice distinguere ruoli, responsabilità e iniziative dei diversi soggetti coinvolti.
Fino ad oggi abbiamo scelto di non intervenire pubblicamente sulle vicende societarie e sui rapporti tra i diversi protagonisti del progetto. Abbiamo privilegiato il confronto diretto e, quando questo è diventato difficile, gli strumenti formali propri delle società.
Oggi riteniamo però corretto spiegare chi siamo, perché siamo entrati in questo percorso, cosa abbiamo fatto e quale sia la nostra posizione. Soprattutto perché di recente siamo stati presi in causa in alcune dichiarazioni.
Non per alimentare una nuova polemica sul Nevegal. Al contrario: proprio perché continuiamo a credere che il Colle abbia bisogno di investimenti, competenze, collaborazione e soprattutto chiarezza.
Siamo arrivati in Nevegal per investire, non per occupare uno spazio L.A. Holding S.r.l. è una società bellunese riconducibile a Francesca De Bona e Riccardo Ravagnan e opera attraverso partecipazioni e società specializzate in diversi settori, tra cui immobiliare, finanziario, tecnologia e consulenza scientifica.
Il nostro avvicinamento al progetto di rilancio del Nevegal è iniziato nel 2024 attraverso il confronto con i promotori di We Love Nevegal.
Ci interessava l’idea di contribuire alla rinascita del Colle attraverso investimenti concreti e competenze complementari a quelle già presenti: strutture per famiglie, sport, turismo, immobiliare, tecnologia, meteorologia applicata e strumenti per affrontare la crescente vulnerabilità climatica delle località montane di media quota.
Da questi confronti è nata nel maggio 2025 Nevegal Life S.r.l., partecipata pariteticamente al 50% da L.A. Holding S.r.l. e al 50% da Dolomiti Skiline S.r.l.
Ne siamo diventati soci investitori; Riccardo Ravagnan ne ha assunto la Presidenza del Consiglio di Amministrazione.
La prima grande operazione è stata l’acquisto dell’immobile conosciuto come “Ex Partenza”, con l’idea di demolirlo e trasformarlo in un centro polifunzionale capace di ospitare servizi, attività commerciali e spazi dedicati alle famiglie e al turismo.
Ma fin dall’inizio il rapporto tra le parti è andato ben oltre quell’immobile.
Per un anno ci siamo comportati come parte di un progetto territoriale.
Questo punto merita chiarezza perché oggi viene proposta una separazione molto netta tra Nevegal Life, Dolomiti Skiline e We Love Nevegal.
Formalmente sono certamente realtà differenti.
Operativamente, però, la collaborazione che abbiamo vissuto è stata molto più articolata.
Siamo stati coinvolti nelle attività relative alla nuova Scuola Sci; abbiamo lavorato alla costruzione della sua offerta e della sua impostazione; dopo che l’autorizzazione non è stata ottenuta, abbiamo collaborato anche alle attività della Ski Team Academy principalmente per quanto concerne il marketing e la comunicazione.
Abbiamo partecipato a riunioni, iniziative e attività di comunicazione utilizzando anche l’identità We
Love Nevegal.
Abbiamo messo a disposizione competenze professionali, relazioni, tecnologia e tempo, in numerosi casi senza alcun corrispettivo.
Siamo arrivati anche a rappresentare pubblicamente quella visione.
Nel gennaio 2026, durante il festival Oltre le Vette, Riccardo Ravagnan, in qualità di professionista, ha partecipato al confronto pubblico sulla pista sintetica e sul futuro dello sci in Nevegal, assumendosi
personalmente l’esposizione derivante dal confronto su uno dei temi più controversi del momento.
Non abbiamo difeso una singola infrastruttura.
Abbiamo cercato di spiegare scientificamente perché una località alla quota del Nevegal debba interrogarsi sul cambiamento climatico, sulla disponibilità di acqua, sull’efficienza dell’innevamento, sulla destagionalizzazione e sulla necessità di costruire un’offerta che non dipenda esclusivamente dalla neve.
Quella rimane ancora oggi la nostra posizione.
Non abbiamo portato soltanto capitale Parallelamente agli investimenti immobiliari abbiamo sviluppato direttamente strumenti che riteniamo possano rappresentare una parte concreta del futuro del Nevegal.
Attraverso nPhysis S.r.l. abbiamo realizzato un sistema meteorologico ad alta risoluzione dedicato al comprensorio.
Da quel sistema è nato un algoritmo per individuare le finestre fredde e pianificare l’innevamento programmato sulla base non soltanto delle condizioni presenti, ma di quelle previste.
L’obiettivo è semplice: utilizzare meglio acqua ed energia e fornire a chi gestisce la montagna uno
strumento decisionale in più.
Abbiamo inoltre sviluppato Vivere Nevegal, una piattaforma digitale nata per sperimentare un concetto differente: partire dalle condizioni della montagna e dalle esigenze dell’utente per mettere in relazione meteo, attività, servizi, operatori ed esperienze.
Non abbiamo mai rivendicato che questi strumenti dovessero sostituire We Love Nevegal né abbiamo
chiesto di controllare il progetto territoriale.
Abbiamo chiesto qualcosa di molto più semplice: capire in quale sistema stessimo investendo e con quali regole avremmo potuto continuare a farlo.
È qui che sono iniziate le difficoltà.
Con l’aumento dei progetti e dei soggetti coinvolti è diventato sempre più difficile comprendere dove terminasse l’attività di una società e iniziasse quella di un’altra, chi avesse responsabilità sulle diverse iniziative e attraverso quali sedi venissero assunte le decisioni.
Per questo, già nel settembre 2025, abbiamo chiesto di definire meglio il modello di collaborazione.
Il 4 gennaio 2026 abbiamo poi predisposto una vera proposta di Accordo Quadro e di Tavolo Tecnico.
Non chiedevamo il controllo di We Love Nevegal.
Proponevamo perimetri, responsabilità, referenti, flussi decisionali e momenti periodici di coordinamento.
La logica era elementare: se soggetti diversi mettono capitale, competenze, reputazione e lavoro
all’interno dello stesso ecosistema, devono sapere chi può fare cosa, per conto di chi e secondo quale
strategia.
Quella proposta non si è trasformata in un accordo.
Nei mesi successivi è invece emersa progressivamente una concezione differente: We Love Nevegal viene considerato dai suoi promotori un progetto governato da Dolomiti Skiline e Uoffy Italia e l’eventuale partecipazione di L.A. Holding alla sua governance è stata subordinata a un investimento diretto nel capitale di Dolomiti Skiline.
Prendiamo atto di questa impostazione e la rispettiamo.
Semplicemente, non è il modello nel quale avevamo immaginato di continuare a investire.
Il problema dell’Ex Partenza non è soltanto un edificio fermo. Questa distinzione è essenziale per comprendere la vicenda di Nevegal Life.
L’immobile Ex Partenza è stato acquistato nel giugno 2025.
A settembre 2026, a oltre quindici mesi dall’acquisto, nessun intervento edilizio è iniziato.
Non disponiamo ancora, come società, di un progetto definitivo approvato, di un quadro economico definitivo e di un cronoprogramma condiviso che consentano di assumere consapevolmente la decisione finale di investimento.
Nel frattempo, pubblicamente, sono state comunicate ipotesi e tempistiche sul futuro centro servizi alle
quali L.A. Holding non ha partecipato.
Non intendiamo attribuire semplicisticamente questo ritardo a qualcuno.
Le opere immobiliari e le infrastrutture montane incontrano inevitabilmente complessità tecniche, amministrative e autorizzative.
Il problema che poniamo è diverso.
Quando un investimento previsto nell’ordine di diverse centinaia di migliaia di euro viene realizzato attraverso una società partecipata al 50%, entrambi i soci devono poter disporre tempestivamente delle informazioni e partecipare al processo decisionale.
E quando quell’immobile trae buona parte del proprio valore dall’ecosistema turistico, sportivo e commerciale che lo circonda, per un investitore è altrettanto importante comprendere quale rapporto avrà con quell’ecosistema.
È questo presupposto che, per noi, è venuto meno.
Anche il rapporto con le istituzioni merita una riflessione Nel corso dell’iter dell’Ex Partenza abbiamo inoltre constatato che diverse interlocuzioni tecniche con la Pubblica Amministrazione sono state gestite principalmente da soggetti riconducibili all’altro lato del progetto.
Non contestiamo il diritto di chiunque di contribuire a risolvere problemi tecnici e amministrativi.
Riteniamo però anomalo che il Presidente della società proprietaria dell’immobile e il socio che dovrebbe finanziare una parte rilevante dell’investimento possano trovarsi a ricevere informazioni indirettamente anziché partecipare stabilmente alle interlocuzioni che riguardano il proprio asset.
È anche da episodi come questo che nasce la nostra richiesta, ripetuta per mesi, di definire ruoli e procedure.
Non chiedevamo privilegi.
Chiedevamo responsabilità corrispondenti al capitale che ci veniva chiesto di investire.
Perché abbiamo deciso di uscire da Nevegal Life srl
La nostra decisione non nasce quindi da un giudizio negativo sul Nevegal.
E non nasce nemmeno dalla convinzione che l’Ex Partenza sia necessariamente un cattivo investimento immobiliare.
Nasce da una valutazione molto più semplice.
Non riteniamo corretto immobilizzare ulteriore capitale significativo in una società paritetica quando non esiste più tra i soci una sufficiente condivisione del metodo, delle informazioni e del contesto strategico nel quale l’investimento dovrebbe svilupparsi.
Per questo abbiamo proposto a Dolomiti Skiline di acquistare la nostra partecipazione.
Lo abbiamo fatto chiedendo sostanzialmente di recuperare quanto investito, senza ricercare alcuna plusvalenza.
Vogliamo consentire a chi crede nel modello attuale di proseguire liberamente.
Allo stesso tempo chiediamo la stessa libertà per noi.
Non stiamo abbandonando il Nevegal
Questa probabilmente è la cosa che ci interessa chiarire maggiormente.
Uscire da Nevegal Life non significa abbandonare il Nevegal.
Significa separare due cose che nell’ultimo anno sono diventate troppo confuse: investire capitale
dentro un sistema che non governiamo e mettere le nostre competenze a disposizione del territorio.
La prima, alle condizioni attuali, non intendiamo più farla.
La seconda sì.
Continueremo a sviluppare tecnologia meteorologica e strumenti per un innevamento più efficiente.
Continueremo a studiare resilienza climatica e destagionalizzazione.
Continueremo a sviluppare Vivere Nevegal e siamo disponibili a integrarlo con operatori, associazioni e iniziative del territorio.
Siamo disponibili a collaborare anche con Dolomiti Skiline, Uoffy Italia e We Love Nevegal quando esistano progetti specifici, responsabilità definite e accordi chiari.
Non abbiamo interesse a costruire un fronte contrapposto.
Il Nevegal non ha bisogno dell’ennesima guerra tra gruppi.
Ha bisogno esattamente del contrario.
Il modello di Nevegal nel quale crediamo Crediamo in un Nevegal nel quale chi gestisce gli impianti faccia bene il proprio mestiere e venga riconosciuto per gli investimenti che sostiene.
Crediamo in operatori turistici e commerciali capaci di costruire prodotti e servizi.
Crediamo nelle associazioni sportive, nei maestri, negli albergatori, nei ristoratori, nelle famiglie e nei residenti.
Crediamo in una Pubblica Amministrazione che faccia da garante del sistema e non riconosca implicitamente un unico interlocutore privato come rappresentante dell’intero territorio.
Crediamo anche negli investitori privati.
Ma un investitore non deve necessariamente acquistare una società di impianti per avere il diritto di partecipare al confronto sul futuro di una località nella quale mette capitale, competenze e reputazione.
Può esistere una cabina di regia privata.
Può esistere un brand turistico privato.
Quello che non dovrebbe esistere è l’equivoco tra un progetto privato e il territorio stesso.
Il Nevegal è più grande di ciascuna delle nostre società.

L.A. Holding S.r.l.
Francesca De Bona – Riccardo Ravagnan
Belluno, ottobre 2026