HomeArte, Cultura, Spettacoli, ScienzaAppuntamenti, EventiVedere Gellner: a Belluno in mostra le architetture visionarie tra Cortina e...

Vedere Gellner: a Belluno in mostra le architetture visionarie tra Cortina e il Villaggio Eni di Borca di Cadore

Belluno, 12/10/2026  –  C’è un Novecento architettonico profondamente radicato nel territorio bellunese, capace di anticipare il futuro e dialogare con il paesaggio alpino, che spesso attende ancora di essere pienamente scoperto dal grande pubblico. È questo l’universo creativo al centro della mostra “Vedere Gellner”, ospitata fino al 21 ottobre nello spazio “da Rosalina” in via Uniera dei Zatèr 6, a Borgo Piave (Belluno).

L’esposizione – portata nel capoluogo grazie all’iniziativa dell’associazione Borgo Piave ETC aps e inserita all’interno della trentesima edizione della rassegna Oltre le Vette – offre un nuovo e inedito punto di osservazione sulle opere dell’architetto Edoardo Gellner (Abbazia 1909 – Belluno 2004). Un percorso che unisce le illustrazioni di Francesco Nardi e le fotografie di Denise Rosato, reduci dal successo estivo registrato alla Libreria Sovilla in Corso Italia a Cortina d’Ampezzo.

Un maestro tra rigore e modernità

Nato ad Abbazia sul Golfo del Quarnaro nella bottega artigiana del padre e formatosi a Vienna alla Kunstgewerbeschule di Josef Hoffmann, Gellner ha assorbito fin da giovane il rigore della Wiener Werkstätte e il rifiuto dell’ornamento fine a se stesso. Laureatosi a Venezia nel 1946 – dove incontrerà Carlo Scarpa –, sceglie Cortina d’Ampezzo come città d’elezione, aderendo all’APAO di Bruno Zevi e imprimendo una svolta decisiva alla propria ricerca.

Il culmine di questa visione si concretizza negli anni Cinquanta e Sessanta quando, su incarico di Enrico Mattei (presidente dell’ENI e imprenditore visionario), progetta a Borca di Cadore l’ex Villaggio ENI: uno straordinario esempio di architettura sociale del dopoguerra, concepito per permettere a operai, dirigenti e famiglie di condividere gli stessi spazi e servizi. Un complesso immerso in oltre 200 ettari di bosco – che comprende 280 villette, l’Hotel Boite, il campeggio, la Colonia e la chiesa di Nostra Signora del Cadore (firmata insieme a Carlo Scarpa) – in cui Gellner rifiuta il falso antico alpino per instaurare un dialogo autentico tra cemento a vista, legno di larice e volumi orizzontali perfettamente integrati nella morfologia del terreno. A Cortina, intanto, l’architetto aveva già lasciato segni indelebili come il Palazzo delle Poste, Palazzo Telve, Casa Giavi e Cà del Cembro.

Segni e immagini per guardare oltre

La mostra “Vedere Gellner” nasce proprio come invito e constatazione: le architetture del maestro sono sempre state lì, ma raramente guardate per ciò che sono realmente. Le illustrazioni vettoriali e pop di Francesco Nardi — designer e autore dei progetti Cosa Vedere a Roma, Milano e, nel 2025, Dolomiti — dialogano con gli scatti d’autore di Denise Rosato, fotografa freelance le cui opere sono state pubblicate su testate internazionali come Vogue ed esposte a Parigi, Las Palmas e Tokyo. Un binomio artistico che apre l’opera di Gellner a un pubblico più ampio, dimostrandone l’assoluta contemporaneità.

Gli appuntamenti e i crediti formativi

L’esposizione, che gode del patrocinio della Fondazione Architetti di Belluno e dell’Ordine degli Architetti di Belluno (con riconoscimento di un credito formativo per i professionisti in visita), è aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 16.00 alle 19.00, e il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 16.30.

Il percorso di approfondimento sulla figura dell’architetto avrà inoltre un momento clou mercoledì 14 ottobre alle ore 20.00, presso la Casa dei Maestri in Piazza San Lucano 3 a Borgo Pra (Belluno), con la conferenza “Comprendere Gellner”. Relatore dell’incontro sarà il progettista e studioso Nicola Noro, autore di una rilevante tesi di laurea sul Villaggio Eni e profondo conoscitore dell’architettura montana del Novecento. Anche la conferenza – patrocinata dagli Ordini professionali degli Architetti e dal Collegio veneto dei Maestri di Sci – prevede il rilascio di crediti formativi per i professionisti partecipanti.