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Apertura della caccia, Andrea Zanoni (Europa Verde): “Una minoranza dello 0,8%, la politica smetta di piegarsi”

Roma, 19/09/2026— Con l’apertura generale della stagione venatoria fissata per domenica 20 settembre, si riaccende lo scontro politico sul mondo della caccia. A lanciare un attacco frontale è Andrea Zanoni, coordinatore dell’Osservatorio Diritti Animali di Europa Verde, che bolla l’avvio della stagione come “un sanguinoso e anacronistico rituale di uccisione degli animali selvatici per mero divertimento”.

Cacciatori allo 0,8%: “Una minoranza da prefisso telefonico”
Nel suo intervento, Zanoni punta il dito contro il peso politico attribuito al settore venatorio, smontandone la narrazione attraverso i numeri ufficiali. Secondo i dati relativi alla stagione 2025/2026 elaborati tramite i tesserini regionali dalla Lega per l’Abolizione della Caccia (LAC), i cacciatori effettivamente praticanti in Italia sono 429.484, pari esattamente allo 0,8% della popolazione residente (calcolata su poco più di 53,3 milioni di cittadini residenti in Italia al 1° gennaio 2026).

«La leggenda venatoria che dipinge i cacciatori come una lobby capace di fare da ago della bilancia elettorale è una fake news», incalza Zanoni, ricordando come Alleanza Verdi e Sinistra inserisca nel proprio programma l’obiettivo definitivo dell’abolizione della caccia. A supporto della linea ambientalista vengono richiamati anche i dati dei sondaggi Ipsos Doxa, secondo cui solo il 3% degli italiani vorrebbe incentivare l’attività venatoria, mentre tre cittadini su quattro ne chiedono l’abolizione.

L’impatto del clima e il fronte normativo
Un elemento centrale della protesta riguarda le condizioni della fauna selvatica in seguito agli ultimi mesi estivi. Per Europa Verde, autorizzare le doppiette dopo un’estate segnata da ondate di calore e incendi significa “sparare sulla Croce Rossa”, ignorando lo stress estremo subito dagli animali nei boschi.

Sul fronte istituzionale, Zanoni critica duramente le mosse dell’Esecutivo e la proposta di legge nota come “Caccia Selvaggia” (Pdl 2984), accusata di puntare a stravolgere la legge quadro nazionale (157/92) a favore della lobby venatoria. A questo si aggiungono i richiami arrivati dall’Unione Europea: la Commissaria UE all’Ambiente, Jessika Roswall, ha recentemente sottolineato come il provvedimento rischi di violare le direttive comunitarie, aggravando una situazione che vede già l’Italia gravata da due procedure di infrazione aperte nel 2023 per l’uso di munizioni al piombo nelle zone umide e per la caccia in periodi non consentiti.

«Non si può continuare a sparare in faccia alla scienza, alle direttive europee e al sentimento della schiacciante maggioranza degli italiani», conclude l’esponente di Europa Verde, invocando il recepimento dei regolamenti europei sul ripristino della natura e la tutela della biodiversità.