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Scuola, libro negazionista. Interrogazione in Regione di Dalla Pozza e Del Bianco. Davide Noro ringrazia gli student. Cgil: inaccettabile

Venezia, 18/09/2026 – «È estremamente grave e preoccupante la matrice negazionista emersa dall’iniziativa e dalla pubblicazione sul riscaldamento globale distribuita nelle scuole superiori bellunesi. Si tratta di un fatto che sconcerta, nel pieno di un momento storico in cui le istituzioni stanno compiendo sforzi enormi per educare le giovani generazioni al rispetto dell’ambiente, alla sostenibilità e alla consapevolezza scientifica sui cambiamenti climatici».

A denunciarlo sono il vice capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale ed esperto di temi ambientali, Antonio Dalla Pozza, e l’esponente dem bellunese Alessandro Del Bianco, intervenendo sul caso dell’opuscolo distribuito negli istituti scolastici del territorio bellunese.

«Mentre la comunità scientifica e le istituzioni internazionali richiamano con urgenza alla necessità di contrastare la crisi climatica, si permette l’ingresso nelle aule di tesi che negano o ridimensionano le cause antropiche del fenomeno. È un segnale diseducativo ed errato verso ragazzi che stanno costruendo la propria coscienza civica ed ecologica».

Per luce sulla vicenda, Dalla Pozza e Del Bianco annunciano la presentazione di un’interrogazione a risposta immediata rivolta agli assessori regionali competenti: Elisa Venturini (Ambiente) e Valeria Mantovan (Istruzione).

«Chiediamo di sapere con chiarezza – spiegano i due esponenti del PD – se e in quali forme la Regione Veneto abbia sostenuto o patrocinato queste iniziative. Vi sono stati fondi pubblici destinati a questa pubblicazione? Se sì, quando e a quanto ammonta il finanziamento erogato?».

«Ma al di là degli aspetti economici e finanziari – incalzano Dalla Pozza e Del Bianco –, vogliamo conoscere la posizione politica delle due assessore. Chi detiene deleghe fondamentali come l’Istruzione e l’Ambiente ha il dovere istituzionale e morale di promuovere una cultura ambientale solida e basata sulle evidenze scientifiche. Bisogna respingere con fermezza ogni tentativo di minimizzare o negare un’emergenza climatica che è ormai sotto gli occhi di tutti e che richiede risposte concrete, non disinformazione».

«È poi incredibile – aggiunge in conclusione Del Bianco – che il sindaco e la Giunta di Belluno giudichino come operazione di “censura preventiva” le voci critiche che si sono sollevate di fronte a questa vicenda. Segno di una preoccupante superficialità istituzionale».

 

Sull’opuscolo negazionista interviene anche Davide Noro, insegnante, e segretario del Pd di Belluno

Davide Noro, segretario Unione comunale Partito Democratico Belluno

Quale scuola, quale scienza e quale merito?

La reazione alla denuncia della Rete degli Studenti Medi e del prof. Carlo Barbante è l’ennesima dimostrazione di quanto siano pericolosi i tempi in cui viviamo.

Da insegnante, credo sia doveroso ringraziare gli studenti che sono riusciti a mobilitarsi e a denunciare un fatto gravissimo, accaduto proprio tra quei banchi dove bisognerebbe imparare a distinguere tra la realtà e fake news. Credo che l’Amministrazione Comunale fosse tutto tranne che inconsapevole di quello che stava proponendo. Gridare alla censura invece che ascoltare la comunità scientifica mentre ribadisce delle ovvietà sul riscaldamento globale, è un segnale della profonda crisi che stanno attraversando le istituzioni educative e non solo.

Questo episodio si inserisce perfettamente nel solco delle politiche che il centrodestra sta portando avanti a livello nazionale nel mondo della scuola.

Azioni di cui, forse, si parla troppo poco.

La stretta sui percorsi sull’affettività, sulla sessualità e sul consenso tra i banchi di scuola, proprio quando l’educazione al rispetto e alla prevenzione della violenza di genere dovrebbe essere una priorità; le nuove Indicazioni Nazionali e la rilettura dei programmi scolastici in un’ottica identitaria e nazionalista, riducendo lo spazio per il pensiero critico, la complessità storica e l’apertura globale; lo sdoganamento del linguaggio del mercato nella didattica, dove ormai la fanno da padrone termini come curriculum, capolavoro, performance e crediti. Su questo, il centrodestra ha avuto molto più coraggio, trasformando le loro idee reazionarie in indicazioni, direttive, leggi. In altre parole, stanno rispettando una promessa: quella di trasformare la scuola in uno strumento di mera selezione. E poi ci stupiamo se qualcuno (pure ex assessori di questa amministrazione) parla senza vergogna di reintrodurre le classi differenziali.

Alla luce di tutto ciò, – conclude Davide Noro – sorge spontanea una domanda rivolta al Comune di Belluno e al Ministero.

Il “merito” di cui continuate a parlare è davvero lo stesso che si trova sul dizionario della lingua italiana e nella nostra Costituzione? Se per “merito” si intende la legittimazione delle disuguaglianze di partenza, la celebrazione della competizione e l’apertura delle aule a contenuti disinformativi, allora siamo di fronte ad una deriva a cui tutti, docenti e alunni, devono cominciare ad opporsi.

 

Cgil Belluno

Rispetto alla pubblicazione e diffusione nelle scuole del testo “Cambiamenti climatici. Scenari, sfide, soluzioni”, chiediamo al Comune di Belluno e alla Regione del Veneto perché siano stati utilizzati soldi pubblici per la diffusione degli atti di un convegno che contengono tesi antiscientifiche.
Inoltre, ancora più grave, come sia possibile che un’amministrazione pubblica mandi nelle classi un documento su un tema così centrale, per il futuro del territorio, senza alcuna verifica dei suoi contenuti.
La diffusione dell’opuscolo è infatti avvenuta senza alcuna preventiva consultazione né dei Collegi dei docenti né dei Consigli di classe. Una scelta che contrasta con il principio di libertà di insegnamento – che rappresenta uno dei cardini della scuola pubblica e dell’autonomia professionale dei docenti – e con il ruolo degli organi collegiali nella valutazione dei materiali destinati alle attività didattiche. Un intervento calato dall’alto, privo di controllo professionale e di confronto con la comunità scolastica.
Chiediamo perciò il ritiro delle copie inviate nelle scuole – e non si tratta di censura. La censura è uno strumento dell’autorità, non dei cittadini.
I cittadini, questo ce lo concederete, possono invece pretendere la responsabilità pubblica, da parte dei propri amministratori.
E, in questo caso, responsabilità pubblica sarebbe stata prestare assoluta attenzione, a cosa si veicola nelle scuole, evitando di contribuire alla diffusione di fake news.
Mai come quest’anno, sia a livello locale che a livello globale, risultano evidenti gli effetti del cambiamento climatico. Altrettanto evidente, purtroppo, è l’immobilismo e l’inadeguatezza della classe politica rispetto al tema.
Dovremmo investire con convinzione sulla transizione ecologica – fatta di consumo responsabile, pianificazione territoriale coerente e sostenibile, sviluppo economico e turistico attento non soltanto al profitto e all’immediato ritorno economico, ma a una gestione oculata e lungimirante del territorio.
E l’apporto del mondo della conoscenza scientifica nell’affrontare la crisi climatica ed ecologica è fondamentale: sono fondamentali la ricerca, la formazione delle giovani generazioni sui temi ambientali, l’apprendimento di stili di vita rispettosi dei limiti imposti dalla natura, il supporto a politiche di investimento finalizzate alla transizione ecologica e a promuovere la giustizia sociale, ambientale e climatica. Non è accettabile che un tema così complesso e importante venga gestito con
superficialità o, peggio, venga sminuito, banalizzato, negato.