Si accende il dibattito politico a Belluno attorno alle scelte organizzative della giunta guidata dal sindaco Oscar De Pellegrin. Quella che inizialmente sembrava soltanto un’indiscrezione di corridoio ha trovato conferma istituzionale: l’amministrazione comunale ha infatti intenzione di procedere a una revisione della macrostruttura organizzativa, introducendo una nuova figura dirigenziale tecnica a contratto a tempo determinato ai sensi dell’articolo 110 del TUEL.
Una decisione che ha scatenato la dura reazione del comitato Resistere Veneto – Sezione di Belluno e del consigliere comunale di opposizione Francesco Rasera Berna, che già a luglio aveva presentato un’interrogazione sul tema.
Le tempistiche sospette e la polemica sulle priorità
Il primo nodo critico sollevato dalle opposizioni riguarda la tempistica dell’operazione. L’innesto di una nuova poltrona apicale arriva infatti nel semestre finale del mandato amministrativo, un momento in cui, secondo il comitato e le minoranze, ci si dovrebbe astenere da decisioni di tale portata strutturale ed economica.
«Farlo a fine mandato che senso ha? – si chiede polemicamente il consigliere Rasera Berna –. Anche in relazione al carico di lavoro che difficilmente può essere visto in prospettiva al termine appunto del mandato». Un’perplessità condivisa da Resistere Veneto, che rimarca come l’impegno economico a carico della collettività si ripercuoterà anche sul futuro, senza che siano state chiarite le reali urgenze di una mossa simile in questa fase di chiusura amministrativa.
La risposta del sindaco e la replica dei cittadini
Nella risposta ufficiale all’interrogazione firmata dal sindaco Oscar De Pellegrin in data 3 agosto 2026, l’amministrazione ha giustificato la scelta richiamando la straordinaria complessità dei procedimenti, l’elevato carico di lavoro dell’ambito tecnico – impegnato nella gestione di un numero eccezionale di opere pubbliche e progetti legati a scadenze inderogabili – e la conseguente pressione operativa che grava da anni su uffici e vertici. Secondo la giunta, sdoppiare e ripartire il carico di lavoro tra due dirigenti tecnici permetterà una gestione ottimale delle risorse.
Una giustificazione che però non convince chi vive quotidianamente i disservizi della macchina comunale. Per Resistere Veneto e il fronte d’opposizione, le priorità dell’ente locale dovrebbero essere ben altre: di fronte a uffici sovraccarichi, code interminabili agli sportelli, mesi di attesa per il rinnovo della carta d’identità e criticità croniche nella manutenzione del territorio o nei servizi della Polizia Locale, la risposta non può essere l’ennesimo vertice dirigenziale.
Il buonsenso civico, sottolineano le forze critiche, suggerisce che per i cittadini due impiegati o due operai in più sul campo sarebbero stati enormemente più utili di un nuovo dirigente. Invece di immettere forze fresche là dove c’è reale bisogno di sbrigare pratiche e dare risposte concrete alla cittadinanza, si sceglie di appesantire ulteriormente la struttura verticistica.
La questione è destinata a rimanere al centro dello scontro politico locale, ponendo ancora una volta l’accento sulla distanza tra le priorità percepite dai vertici comunali e i bisogni reali della comunità bellunese.



