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Prevenzione del suicidio: a Feltre una comunità intera esce dall’ombra e rompe il silenzio

Sala convegni gremita all’Ospedale di Feltre per l’incontro “Una comunità in dialogo”. Presenti le massime autorità civili, religiose, militari e il mondo associativo.

Feltre, 14 settembre 2026 – Una sala convegni stracolma all’Ospedale di Feltre ha fatto da cornice all’incontro “Una comunità in dialogo”, promosso dall’AULSS 1 Dolomiti in occasione della Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio.

Un momento di straordinaria coesione territoriale che ha visto la partecipazione corale delle massime istituzioni della provincia: dal Vescovo al Prefetto, dal Questore ai Comandanti provinciale e locale dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e dei Vigili del Fuoco, accanto ai rappresentanti della Scuola, della Provincia, dei Comuni, del Comitato d’Intesa, dei primari e coordinatori ospedalieri e di numerosissime associazioni del terzo settore accanto a molti cittadini.

L’iniziativa, concepita con una formula laboratoriale e dialogica aperta alla cittadinanza, ha segnato un cambio di passo fondamentale: spostare il baricentro della cura dai luoghi ospedalieri al tessuto sociale e relazionale della comunità.

Il direttore generale Achille di Falco ha ricordato: “Nessuno di noi è straordinario in tutto, ma ciascuno di noi è straordinario in qualcosa. Saremo bravi se ciascuno metterà il proprio straordinario a disposizione della comunità, costruendo una rete reale e non solo scritta su carta tra istituzioni, forze dell’ordine, sanità e terzo settore».

Un momento di profonda emozione è stato offerto da Viola, un’artista del laboratorio creativo, che ha donato all’Assessore regionale al sociale Paola Roma, presente a tutto l’incontro, una pochette realizzata all’interno del laboratorio stesso: un gesto simbolo di come la ricerca espressiva e la creatività possano rappresentare uno strumento di rinascita e recupero del benessere psicologico.
Nel corso delle introduzioni istituzionali, la Direzione Generale Achille Di Falco ha rimarcato la necessità di una rete solida e del coraggio di parlare apertamente di prevenzione, mentre la dott.ssa Mariangela Spano (Direttore dell’UOC Psichiatria di Feltre) ha ricordato che «il suicidio è un fenomeno complesso e multifattoriale che riguarda tutti: non è un problema ristretto alla sola psichiatria, ma una responsabilità di salute pubblica e di comunità, per questo è necessario mettersi in gioco.

Il Sindaco di Feltre, Viviana Fusaro, anche in rappresentanza della Conferenza dei Sindaci, ha evidenziato come la comunità feltrina, storicamente caratterizzata da una forte riservatezza, abbia saputo cogliere l’importanza di aprirsi a un dialogo franco e condiviso.

Un focus centrale dell’incontro è stato dedicato alla postvention e al sostegno ai superstiti, ossia a chi affronta il lutto per una morte violenta o suicidaria. L’esperienza della Rete di Malachia ODV (presentata da Francesco Rocco) e i contributi del Tavolo di prevenzione dei suicidi della Provincia di Treviso (con Luigi Colussohanno mostrato l’impatto delle lacerazioni psicologiche, sociali ed economiche vissute dai familiari, spiegando perché chiedere aiuto sia il primo passo indispensabile per “riaccendere la vita”.
La dott.ssa Gemma Capano (Direttore UO Salute Mentale della Regione del Veneto) ha inoltre illustrato le strategie regionali attive sul campo, tra cui l’esperienza del servizio telefonico InOltre per la gestione delle emergenze e delle crisi e il lavoro sulle unità “mamma- bambino”.
Ad arricchire di pathos la giornata è stata la proiezione di estratti da un podcast contenente le toccanti testimonianze di persone che hanno vissuto il dramma del tentato suicidio, offrendo al pubblico un’occasione reale di ascolto empatico.
Ampio spazio è stato infine lasciato alle domande del pubblico: cittadini, giovani e operatori hanno sollevato temi cruciali come l’intercettazione dei segnali di allarme nei giovani e la gestione del disagio adolescenziale e del post parto.

Un contributo centrale è stato portato dall’Assessore ai Servizi Sociali della Regione del Veneto, Paola Roma, che ha espresso un profondo plauso per l’organizzazione e la visione dell’incontro.
L’Assessore Roma ha voluto evidenziare con forza come l’AULSS 1 Dolomiti sia stata pioniera nell’inserire formalmente la prevenzione del suicidio e il supporto psicologico all’interno dei Piani di Zona. Un approccio integrato che la Regione del Veneto intende ora assumere come punto di riferimento:
«Ringrazio la Direzione e la dottoressa Spano per aver messo assieme questo momento su basi così solide. L’esperienza che avete costruito con la Rete di Malachia e il Tavolo di Treviso, inserita nei vostri Piani di Zona, è un esempio virtuoso che porteremo all’interno degli altri 23 Ambiti Territoriali Sociali (ATS) del Veneto nel prossimo anno. Sta prendendo vita un modello che deve essere messo a fattor comune, replicabile negli altri ATS, unitamente all’opportunita’ del tavolo di lavoro della salute mentale che traguardera’ alla sperimentazione della prima Unita’ Madre-Bambino, anch’essa replicabile in tutto il territorio regionale».

Infine, Richiamando la Legge Regionale 9, ha ribadito che «la rete non può essere solo scritta su un foglio di carta, ma vive nelle azioni concrete scritte insieme da Forze dell’Ordine, Prefettura, Azienda Sanitaria, Terzo Settore e Scuole. Ciascuno ha la propria responsabilità e il proprio tassello: al centro c’è il progetto di vita della persona e la comunità a cui appartiene».

Un primo passo decisivo è stato compiuto: rompendosi lo stigma e uscendo dal silenzio, la provincia di Belluno si riconosce come comunità unita, dove nessuno deve più affrontare il buio da solo.