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L’affondo del quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung sulle condizioni di lavoro nelle gelaterie italiane

Oltrepassa le 20mila visualizzazioni il post di Giacomino Fol sul Gruppo Facebook “Belluno, attualità e politica”, seguito da oltre duecento commenti espliciti che vale la pena di leggere, sulle condizioni di lavoro dei dipendenti delle gelaterie italiane in Germania.

A sollevare il caso, un reportage della Süddeutsche Zeitung (Il nome significa letteralmente “Giornale della Germania meridionale”, è uno dei quotidiani di informazione generale più importanti, autorevoli e diffusi della Germania), sulle condizioni di lavoro nelle gelaterie italiane in Germania ha scatenato la dura reazione delle istituzioni e delle associazioni di categoria del Bellunese, in particolare della Val di Zoldo e Longarone.

Il reportage riporta la foto di una ragazza che indossa una divisa a righe simile a quella dei carcerati, che porge una coppa di gelato, accompagnata dalla frase «In Germania veniamo trattati come schiavi».

Il contenuto dell’inchiesta

Il giornale tedesco ha acceso i riflettori su presunte situazioni di grave sfruttamento lavorativo, focalizzandosi in particolare su lavoratori (spesso oriundi o provenienti dal Brasile) impiegati nelle gelaterie. Nel reportage vengono denunciati turni massacranti che arriverebbero fino a 80 ore settimanali, retribuzioni parzialmente “fuori busta” (in nero) e contratti di lavoro (come quelli a chiamata) che maschererebbero in realtà impieghi a tempo pieno. La reazione delle comunità locali e dei gelatieri: L’inchiesta ha provocato una forte indignazione e mobilitazione, specialmente nelle comunità storiche di origine dei gelatieri (come nel Bellunese e nelle Dolomiti, storicamente legate alla tradizione del gelato in Germania). Le associazioni di categoria e i rappresentanti locali hanno respinto con forza l’idea di una condanna generalizzata o di una “gogna mediatica” estesa all’intera categoria, pur specificando che eventuali abusi isolati vanno giustamente perseguiti dalle autorità. La presa di posizione politica: In Italia la notizia ha avuto un eco politico immediato, spingendo tra gli altri il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, a intervenire pubblicamente per difendere l’onorabilità dei gelatieri italiani all’estero, definendoli grandi lavoratori e sottolineando che non si può infangare un’intera categoria per singoli episodi da verificare nelle sedi competenti.

Il flusso migratorio dal Brasile

Gran parte della manodopera stagionale proviene oggi dal Brasile (in particolare da città come Urussanga, fondata da emigrati storici e legata a doppio filo con territori come il Bellunese e Longarone). Spesso questi lavoratori possiedono la cittadinanza italiana per via di ascendenze familiari, il che facilita il loro ingresso e impiego nell’Unione Europea.

Le accuse di sfruttamento

Secondo il reportage, pur a fronte di stipendi formali medi intorno ai 1.800 euro netti (spesso comprensivi di alloggio fornito dal datore di lavoro), esisterebbero gravi distorsioni contrattuali. Tra queste vengono segnalati turni massacranti che toccherebbero persino le 80 ore settimanali, contratti part-time fittizi a mascherare impieghi a tempo pieno, e compensi parzialmente non dichiarati (“fuori busta”).

La vulnerabilità abitativa

Un elemento di forte criticità evidenziato è il legame diretto tra posto di lavoro e alloggio: perdere l’impiego significherebbe spesso perdere istantaneamente anche la sistemazione abitativa, aumentando la dipendenza del lavoratore.

Le reazioni istituzionali e locali in Italia

La pubblicazione dell’articolo ha provocato una forte levata di scudi da parte dei rappresentanti politici e delle comunità locali italiane, soprattutto nelle aree di antica tradizione gelatiera (come il Cadore, la Val di Zoldo e il Bellunese)

La difesa della categoria

Amministratori locali e sindaci (come quello della Val di Zoldo) hanno definito inaccettabile dipingere un’intera categoria sotto una luce così negativa. Storicamente, le famiglie di gelatieri emigrate in Germania hanno rappresentato un modello di sacrificio, integrazione e laboriosità. La posizione di Luca Zaia: L’ex governatore del Veneto è intervenuto con fermezza per stigmatizzare il rischio di una generalizzazione mediatica. Pur ribadendo il principio di giustizia secondo cui “chi sbaglia deve risponderne” nelle sedi competenti, è stato sottolineato che non si possono infangare decenni di storia e migliaia di imprenditori onesti per via di situazioni specifiche o isolate da verificare.

Il contesto economico e i precedenti

Il settore delle gelaterie italiane in Germania rappresenta un presidio economico e culturale radicato (dà lavoro a circa 22.000 persone). L’inchiesta della Süddeutsche Zeitung richiama peraltro la memoria di precedenti controlli mirati delle autorità doganali tedesche (come la vasta operazione condotta nel 2024 tra Baviera, Baden-Württemberg e Nord Reno-Westfalia), confermando che i riflettori degli organi ispettivi tedeschi sul rispetto delle normative fiscali e del salario minimo nel settore della ristorazione e della gelateria rimangono particolarmente alti.