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Musica ieri, oggi e domani. Ugo Rapezzi: “Non mi stupirei se sui palchi, in un prossimo futuro, l’umano venisse sostituito da un ologramma o un robot”

Belluno, 21 agosto 2026 – Proseguiamo i nostri incontri con i musicisti con l’intervista che segue a Ugo Rapezzi, bolognese di nascita e bellunese d’adozione, musicista e scrittore. Ugo ha attraversato e vissuto in prima persona quelli che riteniamo gli anni più significativi della musica leggera contemporanea. Il suo sguardo sul passato, presente e futuro della musica è certamente illuminante, oltre che profetico

  • Dalla prima metà degli anni ‘70 quando lei ha iniziato ad oggi cosa è cambiato per i musicisti “dietro le quinte” quelli che sono chiamati turnisti, ossia quei professionisti che collaborano in vari progetti con nomi famosi?

“Ho cominciato alla fine degli anni ’60 e a quel tempo c’erano molte occasioni di lavoro in quanto i dj e le discoteche non esistevano ancora. Si suonava dal vivo, nelle sale da ballo e i dischi venivano incisi dai cosiddetti turnisti. Dai primi anni ’70, con l’avvento della disco dance, ci fu una notevole scrematura fra i musicisti, in quanto si ballava al suono dei dischi.  Con l’avvento della musica elettronica e dell’uso del computer, le occasioni di lavoro si sono ancor più assottigliate. Prova ne è, che certa musica odierna è registrata ed eseguita elettronicamente. Con l’intelligenza artificiale il ruolo del musicista live e da studio si ridurrà ulteriormente.

  • Molti successi discografici italiani degli anni ’60 e ’70 erano cover di pezzi inglesi. Ma c’era anche una produzione di canzoni originali di cantautori di quella che chiamavano musica impegnata e altro (Guccini, Lauzi, Califano). Oggi siamo rimasti solo importatori di trend d’oltremanica o vede nel panorama italiano la ricerca di autori nuovi?

“Occorre ricordare che noi siamo gli inventori del melodramma e della canzone napoletana, entrambi generi fortemente melodici, ed è per ciò che siamo famosi nel mondo. La canzone tradizionale italiana si forma essenzialmente grazie a questi due elementi. I cantautori hanno preferito privilegiare i testi a dispetto della melodia. Il rock e il pop hanno concluso il loro ciclo creativo. Bisognerebbe andare oltre. Forse i ragazzi che compongono musica trap ci stanno provando”.

  • Sanremo è ancora la vetrina principale della musica italiana? Oppure oggi la musica passa i vari altri canali, nelle radio, programmi tv, l’immenso archivio YouTube, concerti dal vivo. A decidere il lancio sono sempre gli imprenditori musicali, le etichette discografiche?

“Sì, Sanremo è ancora la vetrina principale della musica italiana, se non altro per l’immensa promozione che riceve dai media mainstream. Per fortuna, negli ultimi anni, la rete dà spazio a chi a Sanremo non riesce ad andare. Per trovare nuove tendenze di musica dal vivo occorre cercare nei clubs e nei centri sociali. Le etichette discografiche non esistono quasi più e, con un paio di migliaia di euro speso in strumentazione, la musica la si può creare e produrre in casa propria”.

  • Il Rock, il pop, il melodico italiano è ormai fissato nella storia della musica. Il parlato di oggi, le varie sperimentazioni, lasceranno traccia tra 10 anni?   

“Probabilmente, tra dieci anni, i generi musicali sopracitati, ma anche quelli letterari, cinematografici, teatrali, etc. saranno rimpiazzati da quelli creati con l’intelligenza artificiale. Ormai siamo dentro a questa rivoluzione. Non mi stupirei se sui palchi, in un prossimo futuro, l’umano venisse sostituito da un ologramma o un robot”.

 

L’artista

Ugo Rapezzi è musicista e scrittore.

Inizia la carriera come batterista. Suona con varie orchestre, Gilda Giuliani (1973), Orietta Berti (1976/77), Lucio Dalla (tour com’è profondo il mare), Skiantos (1981/85).

Nel 1985, come cantautore, pubblica il Qdisc “RAPEZZI”: La produzione è di Lucio Dalla e Sergio Bardotti. L’album viene registrato in Brasile e vede la partecipazione di Chico Barque de Hollanda, lo stesso Lucio Dalla e Mauro Malavasi.

È ospite di varie trasmissioni televisive tra le quali: SUPERCLASSIFICA SHOW, DISCORING, MUSICA È.

Nel 1993 scrive “SPIDER”: la canzone viene cantata in duetto con Luca Carboni che la inserisce nel suo album “DIARIO CARBONI”.

Nello stesso anno esce l’album “ARRIVANONOSTRI”. Il cd è prodotto dallo stesso Luca Carboni e da Mauro Malavasi.

È ospite nel tour DIARIO CARBONI e partecipa al MAURIZIO COSTANZO SHOW e al ROXY BAR di Red Ronnie.

Scrive e interpreta i seguenti spettacoli:

MUSIC HALL (1986) scritto insieme ad Alberto Canepa, regia di Velia Mantegazza.

ARRIVANO I NOSTRI (1994).

CANTO NOTTURNO DI UN AUTOMA ERRANTE NELL’ARIA (1998).

CANZONI DI GUERRA E FRAMMENTI D’AMORE (2013)

PER FAVORE NON SPARATE AL POETA (2015)

Come scrittore collabora con le riviste “Illustrati”, “Versante Ripido” e Bibbia d’asfalto”.

Nel 2012 pubblica il libro di poesie d’amore

“AVREI VOLUTO AVERTI QUI” (Limina Mentis).

Nel 2014 il romanzo autobiografico “MEMORIE DI UN BATTERISTA QUALUNQUE” (Montecovello).

Nel 2015 il libro di versi e testi ironici

“LINGUACCIA” (Qudu Libri)

Nel 2021 il volume sempre di testi ironici “L’UGO NEL PAGLIAIO”.