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Caso Trump Jr. in laguna, Andrea Zanoni (Europa Verde) si oppone all’archiviazione: “La Laguna di Venezia non è un safari per ricchi”

Venezia, 16 agosto 2026 – La battaglia giudiziaria che vede coinvolto Donald Trump Jr. per presunti episodi di bracconaggio avvenuti nel dicembre 2024 non si chiude. Andrea Zanoni, coordinatore nazionale dell’Osservatorio Tutela Animali di Europa Verde, ha annunciato ufficialmente l’intenzione di depositare, lunedì prossimo, un’istanza di opposizione all’archiviazione del fascicolo aperto a carico del figlio dell’attuale presidente statunitense.

La denuncia, presentata da Zanoni nel febbraio 2025, fa riferimento ai fatti accaduti il 15 dicembre 2024 presso la valle di caccia “Valle Pirimpiè”, nel Comune di Campagna Lupia (Venezia). Al centro dell’indagine c’è l’uccisione di una Casarca (Tadorna ferruginea), specie protetta, che lo stesso Trump Jr. avrebbe mostrato senza vita in un video.

Zanoni, che all’epoca consegnò il materiale video ai Carabinieri Forestali, esprime oggi forte sconcerto per la richiesta di archiviazione formulata dal Pubblico Ministero, che avrebbe derubricato il reato a “fatto di tenue entità”. Una qualificazione che l’esponente di Europa Verde rifiuta categoricamente: “Ritengo i fatti molto gravi – dichiara Zanoni –. Non si è trattato di un episodio isolato, ma di un’organizzazione complessa che forniva armi, esche, vitto e alloggio per abbattere fauna protetta”.

A dare peso alla denuncia sono stati i successivi sviluppi investigativi. In seguito alle perquisizioni effettuate dai Carabinieri Forestali nelle valli di caccia coinvolte, sono stati rinvenuti ben 1400 esemplari di volatili abbattuti e congelati, destinati – secondo gli inquirenti – a un macello abusivo, oltre a 8.500 munizioni detenute illegalmente.

Il quadro accusatorio, secondo Zanoni, si estende ben oltre il singolo episodio veneziano. Il giorno precedente, sabato 14 dicembre 2024, il gruppo di Trump Jr. avrebbe operato anche a Ca’ Zuliani, nel rodigino, dove sarebbe stato riscontrato l’esercizio venatorio senza licenza da parte di un membro del seguito. Per l’ex consigliere regionale, la continuità tra i fatti di Rovigo e quelli di Venezia suggerirebbe scenari ben più ampi, ipotizzando reati di ricettazione e persino di associazione a delinquere.

Zanoni rilancia una sfida aperta alle istituzioni, chiedendo al Ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin e al Presidente della Regione Veneto, di non restare a guardare. “La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato, tutelato dall’articolo 9 della Costituzione – sottolinea –. Mi aspetto che le istituzioni, potenziali parti lese, facciano la loro parte chiedendo l’opposizione all’archiviazione”.

Non manca un passaggio polemico sulla figura del presidente USA e sul contesto politico nazionale. Nonostante le pesanti critiche rivolte alla gestione politica statunitense e l’opposizione ferma alle politiche venatorie locali – citando il cosiddetto “DDL Sparatutto” – Zanoni chiarisce: “Non dobbiamo farci intimidire. La Laguna di Venezia non è un safari per ricchi e non siamo una colonia da depredare. Andremo avanti con coraggio e determinazione”.