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Feltre riscopre con il Gruppo Fai la sua anima nascosta tra ville e viali storici

Feltre, 09/08/2026 – C’è una Feltre che non si vede al primo sguardo, custodita dietro i cancelli di dimore storiche e lungo sentieri alberati che il tempo sembra aver risparmiato. Questa mattina, un gruppo nutrito di cittadini ha avuto il privilegio di varcare quelle soglie grazie all’iniziativa “VILLeggiamo lungo il viale di Cart”, organizzata dal Gruppo FAI di Feltre.

L’itinerario, che ha unito via San Liberale all’abitato di Cart, si è rivelato un vero e proprio pellegrinaggio culturale. Nonostante il caldo intenso di questa giornata di agosto, circa cinquanta partecipanti hanno risposto all’appello, con una lunga lista d’attesa che testimonia il profondo legame della comunità con il proprio territorio e una sete di bellezza spesso sottovalutata.

Un viaggio tra le dimore del cuore

Protagoniste indiscusse della giornata sono state le ville Bonsembiante Luzzatto, Villalta e Pasole De Giacometti. Grazie alla rara disponibilità delle proprietarie, i visitatori hanno potuto immergersi in atmosfere sospese, dove la storia privata delle famiglie si intreccia indissolubilmente con quella collettiva del territorio bellunese. Il cammino è stato scandito dalla maestosità del viale di carpini, custode naturale di questo percorso.

“Siamo davvero felici della partecipazione così numerosa – afferma Isabella Pilo, capogruppo FAI di Feltre – perché dimostra quanto sia forte il desiderio di conoscere anche quei luoghi che rimangono spesso lontani dall’attenzione del grande pubblico.”

Poesia e memoria: il ricordo di Marco de Giacometti

L’esperienza è stata arricchita dalla sensibilità delle volontarie dell’associazione Ghita, gruppo “Le Luminarie”, che hanno accompagnato il tragitto con letture poetiche e letterarie, trasformando la passeggiata in un momento di meditazione estetica.

L’emozione ha raggiunto il suo apice nell’ultima tappa, al Lobion di Cart. Qui, Andrea Bona ha dedicato un toccante momento di commemorazione a Marco de Giacometti, figura chiave nella tutela del patrimonio locale. Bona ne ha ricordato la dedizione al restauro filologico, la costante ricerca dell’autenticità e quel particolare senso estetico che lo guidava in ogni suo progetto di conservazione.

La giornata si è chiusa con un ringraziamento corale rivolto dal FAI ai volontari, alle lettrici e, soprattutto, a chi ha scelto di aprire le proprie case, confermando che la bellezza, quando condivisa, diventa un patrimonio inestimabile a disposizione di tutti.