“Uccidete Niny – Omicidio Anna Maria Bacchi, Modena 1945” è il titolo dell’ultimo libro di Roberto De Nart, con postfazione dell’avvocato Anna Polifroni, disponibile nei due formati elettronico e cartaceo nello store Amazon (Bellunopress editore, 390 pagine, 15 euro).
Si tratta del nono volume della Collana di sangue iniziata nel 2018 con “I soldi della Contessa”, storia con la quale ha molte analogie. Entrambi i casi infatti rappresentano quelle vicende scomode che non rendono onore alla Resistenza e ai partigiani, per aver ucciso donne indifese che non avevano alcuna responsabilità con la guerra civile che ha insanguinato l’Italia durante e dopo la Seconda guerra mondiale.
Dall’utilizzo di oltre seicento documenti del fascicolo processuale conservati all’Archivio di Stato di Macerata, l’autore, oltre a riportare la cronaca giudiziaria iniziata nel 1945 e terminata nel 1965, indaga il ruolo ambiguo delle “liste di morte” diffuse da Radio Londra e la copertura ideologica garantita all’epoca da organi di stampa come L’Unità, evidenziando quanto fosse labile il confine tra la legittima lotta di liberazione e la regolazione di conti privati.
Senza sminuire il valore epocale della Resistenza, l’autore solleva il velo sulle zone d’ombra, sulle derive individuali e sui processi angoscianti che segnarono l’Italia del dopoguerra.
Un libro che restituisce dignità alle vittime innocenti e ci ricorda che la giustizia, per essere tale, deve saper separare la ragion di Stato (o di fazione) dalla verità dei fatti.



