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Università, investimenti in Veneto per oltre 643 milioni di euro

Il sistema universitario veneto incassa un importante incremento di risorse. Il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), guidato dal Ministro Anna Maria Bernini, ha ufficializzato la ripartizione del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) per il 2026. Gli atenei della regione riceveranno complessivamente 643,2 milioni di euro, segnando un netto trend di crescita sia rispetto all’anno precedente (+16 milioni, pari al +2,6%) che nel confronto di medio periodo rispetto al 2019 (+33,2%).

Un investimento strategico per la crescita
Il FFO rappresenta il pilastro fondamentale per il funzionamento degli atenei, coprendo le spese per la didattica, la ricerca e il personale. Secondo il Ministro Bernini, il potenziamento dei fondi non è fine a se stesso, ma mira a un cambio di passo nella visione accademica nazionale: *”L’obiettivo è rendere il sistema universitario italiano sempre più attrattivo e internazionale, capace di valorizzare il merito e fare della conoscenza uno dei principali motori della crescita economica, sociale e civile del Paese”*.

Il 2026 introduce inoltre una novità di rilievo: una misura specifica dedicata al co-finanziamento di progetti strategici presentati direttamente dagli atenei, incentivando così la capacità di programmazione e innovazione delle singole strutture.

La ripartizione nel dettaglio
Il finanziamento è stato distribuito tra le principali università statali venete. Ecco il riepilogo delle assegnazioni:

* Università degli Studi di Padova:** 396 milioni di euro (+3% rispetto al 2025).
* Università di Verona:** 121,3 milioni di euro.
* Università “Ca’ Foscari” di Venezia:** 96,2 milioni di euro (+3,5% rispetto al 2025).
* Università IUAV di Venezia:** 29,7 milioni di euro.

Il contesto nazionale
Il dato veneto si inserisce in una cornice nazionale di espansione. Per il 2026, il MUR ha stanziato un FFO complessivo di 9,415 miliardi di euro, un incremento del 26% rispetto ai valori del 2019. L’attenzione del Ministero sembra dunque rivolgersi con decisione verso un rafforzamento strutturale degli atenei, puntando non solo sull’aumento delle risorse, ma sulla qualità dell’investimento e sulla competitività internazionale del sistema Italia.