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Emergenza casa e futuro del territorio: Chiara Cesa racconta l’esperienza nel Comune di Borgo Valbelluna

Continuano gli appuntamenti del ciclo “Think & Drink”, l’aperitivo politico promosso dal PD Città di Belluno nell’ambito della campagna di partecipazione Belluno Futura, questa volta sul tema dell’abitare.

Partendo dall’analisi delle criticità che penalizzano il territorio, dove la scarsità di alloggi in affitto rende difficile trattenere figure come insegnanti, medici, infermieri e lavoratori, Chiara Cesa, assessora di Borgo Valbelluna e Consigliera Provinciale di Futura, ha ripercorso le azioni intraprese a livello locale e la proposta presentata e accolta in Consiglio Provinciale.

In una provincia caratterizzata da una quota elevata di immobili inutilizzati (pari a circa il 48% del patrimonio privato in Valbelluna), il Comune di Borgo Valbelluna ha scelto di intervenire per superare le esitazioni dei proprietari, legate principalmente a morosità o danni: sono state introdotte agevolazioni IMU sui canoni concordati, contributi per le ristrutturazioni e formule di locazione diretta gestite dall’ente. Un percorso che si sta strutturando nella nascita di un’Agenzia Sociale per l’Abitare.

L’obiettivo è quello di fare da apripista alla nascita di un’Agenzia Sociale Montana per l’Abitare di più ampio respiro, in sintonia con l’iniziativa prevista dal consigliere delegato Alberto Peterle.

La convergenza tra le due proposte rappresenta un’opportunità per costruire un percorso condiviso e coordinato, che veda la Provincia svolgere un ruolo di regia e di osservatorio, con il coinvolgimento di Ater, Consorzio Bim, FCC, Fondazione Welfare e dei fondi europei, affidando invece la gestione operativa a un ente dedicato, capace di incrociare domanda e offerta abitativa e di favorire il recupero del patrimonio edilizio oggi inutilizzato.

«Per molti giovani della mia generazione la provincia è sempre stata la casa in cui poter fare ritorno dopo aver studiato o lavorato fuori», ha evidenziato Chiara Cesa. «Oggi assistiamo al fenomeno opposto: c’è voglia di tornare e di vivere qui, ma le persone scoprono che un alloggio non c’è. Restare o rientrare in montagna sta diventando un privilegio per chi ha una casa di famiglia, non più un diritto. Ma se non diamo casa a chi lavora e alle giovani famiglie, l’intero sistema dei servizi del territorio rischia di crollare».

«L’esperienza di Borgo Valbelluna dimostra che le risposte concrete esistono già sul territorio: bisogna riuscire a fare rete e agganciare queste opportunità», dichiara Davide Noro, segretario del PD Città di Belluno. «Il capoluogo avrebbe tutte le potenzialità per tornare a guidare questi processi anziché rincorrere l’emergenza, basterebbe un po’ di coraggio.»