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In Veneto nel manifatturiero 2 assunzioni su 3 avvengono ancora tramite reti informali

Secondo lo studio InJob, capitale umano e attrazione dei giovani talenti al centro delle sfide, soprattutto nel settore manifatturiero dove a livello nazionale restano scoperte il 73% dei posti per fabbri e il 67% per meccanici

Verona, 6 agosto 2026 – In Veneto, sono le figure tecniche nel comparto manifatturiero quelle più difficili da reperire sul mercato e ancora le reti informali risultano essere un canale privilegiato per accedere al mondo del lavoro. È quanto emerge dall’osservatorio sul territorio di inJob, recruitment company fondata a Verona nel 2001 e parte di W-Group dal 2021. Il quadro regionale conferma le tendenze nazionali, che vedono il 47% delle figure ricercate dalle imprese – circa 2,7 milioni di posizioni – di difficile reperimento, con alcune specificità.

A giugno 2026 restano scoperti il 73,2% dei posti per fabbri, il 67,4% per meccanici, il 66,5% per manutentori e oltre il 64% delle ricerche di ingegneri e tecnici di processo[1]. Molte imprese scelgono oggi di trattenere i dipendenti anche nei momenti di minore attività invece di licenziare e riassumere, per timore di non ritrovare le competenze perse: una scelta che però riduce gli spazi di inserimento per i più giovani.

In Veneto, secondo l’osservatorio inJob, solo un lavoratore su tre del settore manifatturiero trova impiego attraverso canali formali di selezione, come agenzie per il lavoro o piattaforme dedicate, mentre la maggior parte delle assunzioni avviene ancora tramite reti informali – passaparola, conoscenze personali o segnalazioni – che riducono la platea dei candidati e rallentano un incontro più efficiente tra domanda e offerta di lavoro.

A questo si aggiunge una sfida sul fronte della produttività. Nonostante il Veneto mantenga un’alta percentuale occupazionale, negli ultimi vent’anni ha accumulato un divario di circa 12 punti percentuali nella produttività del lavoro rispetto a 11 regioni europee comparabili[2].

Osservando il quadro dei singoli territori, inJob riscontra dinamiche differenti: a Belluno, il distretto dell’occhialeria e le aziende terziste della subfornitura risentono della ristrutturazione delle catene di fornitura globali, con cali degli ordini che spingono verso fusioni e aggregazioni; Verona si conferma snodo logistico tra Brennero e Serenissima, trainato da packaging e vino; Treviso cresce nei comparti della tecnologia, dell’abbigliamento e calzaturiero e del wood-furniture, mentre Mestre è al centro della transizione energetica e della cantieristica navale.

«Il manifatturiero italiano vuole crescere ma fatica a trovare le persone per farlo, e i nostri numeri sul campo confermano una tendenza fotografata anche dall’Area Studi Mediobanca, che rivela come il vero collo di bottiglia per la crescita del settore non sia la domanda, ma le persone: l’86% delle aziende segnala difficoltà nel reperire personale, con tecnici (73%) e operai specializzati (69,9%) come profili più difficili da trovare» – commenta Enrica Ronchi, CEO di inJob.

«In Veneto vediamo bene quanto i canali informali restino la norma, ed è qui che un intermediario specializzato fa la differenza», aggiunge Ronchi. «Il nostro ruolo come inJob è affiancare le imprese del territorio costruendo percorsi di selezione e sviluppo capaci di rispondere ai fabbisogni specifici dei diversi comparti. Una sfida che non riguarda la sola manifattura, ma anche settori meno attrattivi e tuttavia strategici, come la fonderia e la siderurgia, dove l’età media della forza lavoro è più elevata e il ricambio generazionale rappresenta una priorità».

In Veneto, nel 2025 inJob ha avviato al lavoro oltre 3.700 profili tra somministrazione a tempo determinato e indeterminato e permanent placement direttamente presso le aziende partner, pari a circa il 46% degli inserimenti realizzati a livello nazionale. Di questi oltre 1.200 provengono dal settore della manifattura così suddivisi a livello provinciale: Verona (50%), Treviso (15%) e Vicenza (14%).

Alla selezione si affiancano attività di orientamento rivolte alle nuove generazioni: nato nel 2024, il progetto Inspire, per esempio, ha coinvolto finora oltre 35 istituti e 4.000 studenti in Veneto e Trentino, portando nelle scuole strumenti pratici per facilitare l’ingresso nel mercato del lavoro, dalla scrittura del CV alle simulazioni di colloquio, fino agli incontri con le aziende. Ne sono un esempio concreto i Career Day organizzati da inJob con l’ITI Marconi di Verona, in collaborazione con Scaligera Basket, e con l’IPSIA Giorgi di Verona e Bovolone: due iniziative di speed date che nel 2026 hanno coinvolto complessivamente 4-5 istituti del territorio e oltre un centinaio di aziende locali. Iniziative che consentono a inJob di intervenire non solo nella fase di selezione, ma anche nell’orientamento e nella costruzione di un bacino di competenze più vicino alle esigenze delle imprese del territorio.